Sganzisgatto Compagnia Teatrale

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Sganzisgatto Compagnia Teatrale Se ti scappa di volare e ti prendono per matto, è il momento di sognare, prova a dire SGANZISGATTO!..Ci piace credere che sia possibile..

30/10/2025

Pensare che questo era ORO!
L’attesa del corriere , le corse all’ufficio affissioni, la felicità di vederli attaccati sui muri 🤩!

Ora non li ritira neanche il porta a porta, bisogna per forza fare un viaggio all’isola “ecologica”( a piedi o in bicicletta 😜)

Un saluto a chi si ricorda di averli visti nel proprio paese🤟

13/02/2025

Un personaggio che mi è rimasto nel cuore per la sua determinazione, la tenacia ed il coraggio.
Un piccolo omaggio ad un grande spettacolo!

( un sincero ringraziamento al tecnico del teatro Jenco di Viareggio, l'affascinante Ombretta, per l'indimenticabile scena dell'elefante😜 )

06/09/2024

15 anni fa nascevano queste canzoni !..ma non sono invecchiate per niente...almeno quelle😜

Un saluto a chi se le ricorda e le ha cantate!

Alla fine è arrivato il giorno in cui la magia è scomparsa. Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto. A chi è passato,...
28/12/2023

Alla fine è arrivato il giorno in cui la magia è scomparsa.
Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto. A chi è passato, a chi è rimasto, a chi ci si è imbattuto e a chi lo ha cercato. Grazie a ognuna di queste persone. Ai veterani e alle nuove leve che vite dopo vite, prova dopo prova hanno reso possibile ogni momento. Grazie a chi nonostante tutto ha provato a mantenere questo sogno in piedi facendo da portavoce e da guida in momenti e situazioni spiacevoli per tutti. Grazie a chi, forse con meno esperienza, si è messo in gioco e ha messo tutto sé stesso in ogni momento. Dalle prove, alle serate a rivedere gli spettacoli, al montaggio e smontaggio delle scenografie, al trucco e parrucco, alle risate insieme e a quegli abbracci dati alla fine di ogni spettacolo che portiamo un po’ tutti nel cuore.

Perché alla fine di Sganzisgatto sarebbe bello che rimanessero i ricordi delle risate e il bene che ci siamo voluti davvero, condividendo quella cosa preziosa che è (o era) l’arte.
Grazie davvero ad ognuna di queste persone perché in qualche modo è stata un’importante compagna di viaggio.

Grazie a tutti ♥️

Sganzistaffio .Dopo più di dieci anni di lavoro e successi , si conclude in modo ufficiale la storia della Compagnia .Ta...
27/12/2023

Sganzistaffio .
Dopo più di dieci anni di lavoro e successi , si conclude in modo ufficiale la storia della Compagnia .
Tantissimi ricordi e soddisfazioni , per un viaggio vissuto con grande impegno e smisurata dedizione . Sganzisgatto era nata grazie alla vitalità di un pugno di persone , libere , anticonformiste , indipendenti e ribelli , pronte a sfidare le regole del mondo dello spettacolo , abili “trovatori” in un mondo di noioso vecchiume.

Eravamo quelli strani , originali, fuori dal coro, pronti ad abbattere i paletti delle regole, del “si fa così e zitti”, quelli che , se manca il tavolo, lo statuto lo firmano sul marciapiede, coraggiosi avventurieri di epiche missioni , dei veri guerrieri ,senza armi convenzionali .Abbiamo amato le sfide impossibili e ne affrontavamo i rischi col sorriso ; Il caldo , il freddo , le fatiche e gli imprevisti , non potevano fermare la nostra musica.

Questo non vuole essere uno sdolcinato addio , ma dopo tanto silenzio , mi pareva giusto che ci fosse un ultimo comunicato su questa pagina social, che è stata il mezzo della nostra modesta propaganda , e se qualcuno si chiedesse chi è che scrive , non si sorprenderà : sono il doctor Frankenstiiiiin! Quello che arrivava per primo , che per ultimo spegneva le luci del teatro , quello che le ha fatte TUTTE , anche con la febbre , quello che ha avvitato milioni di viti , srotolato chilometri di cavi , memorizzato migliaia di battute , scritto dozzine di canzoni , quello che alla fine di ogni spettacolo prendeva la chitarra e cantava insieme a voi “prova a dire Sganzisgatto”.
Senza falsa modestia , mi rendo conto che essere chiamato doctor Frankenstin , tutt’ora , significa aver lasciato un ricordo indelebile nella memoria di tante persone ; sono stati anni bellissimi, di chiassosa e frenetica socialità , una sorta di riscatto per un orso di campagna , quale sono.
Ho avuto l’onore di contare sulla fiducia di bravi collaboratori e di tanti affezionati spettatori , ed ho caparbiamente tenuto fede all’integrità di ogni progetto , nel bene e nel male ; cosa che ci costò ad esempio la rinuncia ad una serie di date nel prestigioso teatro della Luna di Milano , proprio per la mia inflessibile integrità nei confronti di un agente di spettacolo . La stessa inflessibilità che non ci ha mai visti affiliati a partiti politici o casati religiosi , con la conseguente chiusura di porte preferenziali.
Eppure facevamo spesso il pienone!

Una delle cose che in molti si ricordano , tra quelli che hanno transitato sul palco , sono gli abbracci. Ci abbracciavamo spesso , ci abbracciavamo forte , ci abbracciavamo emozionati , lunghi abbracci con tutti , maschi e femmine , giovani e meno giovani , comunisti e anarchici , atei e gesuiti , sudati e docciati, LG e BT, QI e A+… non c’è mai stata l’ombra di qualsivoglia discriminazione , al contrario , vigeva una coinvolgente solidarietà , anche per faccende non inerenti gli spettacoli ; porte aperte , tavole apparecchiate , letti rifatti e una spalla sempre a disposizione su cui potersi poggiare.
“Sono tante le persone sempre in cerca di un perché “, e in compagnia ho visto transitare di tutto, chi veniva per mera ambizione personale, chi per puro amore verso l’Arte, chi per fare un’esperienza, chi in cerca di un’avventura amorosa, chi a seguito del suo compagno , chi incuriosito dai nostri successi, chi semplicemente perché doveva ritrovare la via di casa in un periodo di burrasca ; di sicuro i gavettoni estivi e le grigliate di salsicce sarebbero bastati a ti**re su il morale a chiunque.

Peter Pan va in scena il 25 Gennaio 2020 , l’anno della pandemia , di lì a pochi giorni sarebbe iniziata la tragica conta dei morti , ed è facile capire perché sia stato l’ultimo spettacolo : in trenta sul palco , trecentocinquanta in platea , in un luogo chiuso , senza distanziamento , tra abbracci e strette di mano , senza gel per la sanificazione , all’epoca addirittura senza mascherine nè green pass...si sono salvati in pochi.

“La vita è come una nuvola , ci vedi quello che vuoi”
Quello che ho visto io è stata la demonizzazione di una malattia , non più pericolosa dell’influenza , eppure siamo stati tutti obbligati a recitare la parte dell’ipocondriaco , indossando tutti la stessa maschera , costretti a partecipare al gioco dell’escluso , deridendo e punendo chi ne denunciasse la pericolosa deriva . La vita sociale è stata assoggettata da ipocrite cerimonie : persone che indossano fiere il “protettivo” bavaglio , cucito dalla nonna , andando al bar , per poi abbassarlo furtivamente con gli amici ; la cassiera del supermercato che non può entrare a lavoro senza il pass , ma può fare la spesa , il ragazzo che non può salire sull’autobus , né andare a fare sport , ma va tranquillo a giocare a pallone coi ragazzi del quartiere , marito e moglie seduti in macchina alternati , col distanziamento e la mascherina … mascherina che si può abbassare per fumare ; gli esempi non mancano , le follie erano sotto gli occhi di tutti.
Ho visto un mondo che si è messo a recitare durante tutta la giornata , anche all’interno delle famiglie , tutti che fanno finta che sia tutto normale … ed è stato così normale che finissi tra gli esclusi anch’io , bandito dai ristoranti , dai trasporti pubblici , non potevo neanche entrare in biblioteca , vedere un concerto , né entrare più in un teatro .
Finisce per impraticabilità del campo .
Ho visto cambiare il mondo intorno a me. La mia fortuna , insieme a pochi altri , è stata proprio di essere quelli strani , originali , fuori dal coro, pronti ad abbattere i paletti delle regole , del “si fa così e zitti” , coraggiosi avventurieri di epiche missioni , sempre gli stessi guerrieri , che tutt’ora amano le sfide impossibili e ne affrontano i rischi col sorriso . Che vi piaccia o no , in questo non siamo cambiati affatto.
Ci piace credere che sia possibile

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Ci Piace Credere che Sia Possibile

Sganzisgatto che?!

Non è facile rispondere a questo scioglilingua , una parola che non esiste nel dizionario ma che è piena di significati , e che da qualche anno si è imposta nella vita di un gruppo di persone appassionate di Arte, dalla danza alla pittura, dalla musica alla recitazione , mosse dalla voglia di stare insieme con fiducia e allegria , dando spazio alla creatività e all’estro. In questo calderone nascono nuove storie, viaggi epici che saranno i ricordi da raccontare magari ai nostri nipoti, chissà ; quello che so per certo è che ogni volta che c’è Sganzisgatto si percepisce un’energia magica, un’armonia coinvolgente. “Ci piace credere che sia possibile “ è il verso di una canzone che è diventato il nostro motto , spogli di schemi e pregiudizi siamo degli inguaribili sognatori,e il mondo dello spettacolo ci si confà a dovere ; realizziamo scenografie, costumi, coreografie e colonne sonore, allestiamo impianti audio e luci , non solo per i nostri spettacoli ma ovunque ci sia lo spirito giusto, la voglia di fare e fare bene.

La Sganzisgatto nasce nel Dicembre 2010 e nel corso di questi anni ha portato in scena Musical come Frankenstein Junior, Chicago, Il giro del mondo in 80 giorni, Peter Pan, conquistando palchi importanti come il Politeama Genovese , il Teatro Alesssandrino, il Teatro Alfieri di Torino , il Verdi di Montecatini, partecipando a manifestazioni di tutto rispetto come Bolgheri Melody. Altre produzioni che si sono esibite sui palchi della Toscana sono: Voglio Vivere Così, Tabarin-c’era una volta il varietà, Bar Hollywood, Firenze sogna e canta, spettacoli che conservano e incoronano la cultura del Teatro, con un tocco di ironia e spensieratezza . L’ultima produzione è il Musical ShelRock Holmes, un grande classico, ovviamente rivisitato in spirito Sganzisgatto! Consiglio a chi se l’è perso di non commettere due volte lo stesso errore…