cramum Cramum seleziona e sostiene i migliori artisti in italia. www.amanutricresci.com/cramum/

Cramum è una parola latina che significa "Crema" nel senso della parte migliore del latte. E' un progetto non profit che seleziona e sostiene le eccellenze artistiche in Italia e all’estero. Tra i progetti anche il Premio cramum, nato nel 2013 per essere un talent-program per i migliori giovani artisti in Italia. Ogni anno il premio mette in mostra al fianco dei giovani artisti finalisti dieci artisti di fama internazionale, intellettuali, curatori, collezionisti e giornalisti. Negli anni il Premio è stato vinto da: Daniele Salvalai (2013), Paolo Peroni (2014), Francesca Piovesan (2015), Matteo Fato (2016), Giulia Manfredi (2017), Andreas Senoner (2018), Ludovico Bomben (2019) Stefano Cescon (2021).Dal 2014 il Direttore Artistico di Cramum è Sabino Maria Frassà.

03/10/2026

Nelle case, prima di Barbie
DESIGN IN-COLORE
per con il patrocinio di

Nel 1973 Ricardo Bofill completa a Calpe La Muralla Roja, un’architettura quasi labirintica in cui il colore non decora lo spazio, ma contribuisce a costruirlo. Rossi, rosa, violetti e azzurri scandiscono pareti, scale, corti e passaggi, alterando continuamente la percezione dei volumi, della profondità e della luce.

Sono soprattutto le superfici rosa, divenute nel tempo tra le immagini più riconoscibili del complesso, a mostrare quanto questo colore potesse già emanciparsi da qualsiasi associazione domestica, infantile o di genere. Qui il rosa non è vezzo né ornamento: è materia architettonica, dispositivo percettivo, strumento capace di rendere uno spazio più vicino o più lontano, più caldo o più astratto.

Molto prima che l’immaginario contemporaneo trasformasse il rosa in un codice immediatamente riconoscibile — fino all’esplosione globale del “Barbie pink” — l’architettura ne aveva già sperimentato la forza autonoma.

23/09/2026

Buongiorno con l’arte in autunno … forse la stagione che l’arte rischia più facilmente di trasformare in cliché: bastano un bosco arancio, una foglia rossa, un viale coperto di giallo. Ma fermarsi alla caduta significa raccontarne soltanto metà. L’altra metà è la maturazione.
Zucche, melograni, frutti maturi, fiori che iniziano ad appassire: nello still life contemporaneo l’autunno entra in una stanza senza bisogno del paesaggio. E quando ai frutti si affiancano oggetti quotidiani e residui, maturità e consumo, pienezza e scarto finiscono sulla stessa superficie. L’autunno non è soltanto ciò che muore: è anche ciò che è finalmente maturo.
Con Wolfgang Tillmans la stagione sopravvive invece nel frammento quotidiano: un tavolo, del cibo, una finestra, una pianta. In Tomatoes (2003) o Beginning of Autumn, Teufelsee (2023), l’autunno diventa quasi una condizione percettiva: il momento in cui ci accorgiamo che qualcosa intorno a noi è appena cambiato.
Nils-Udo, in Feuille d’Érable Sycomore (1978), usa invece le foglie gialle per ridisegnare temporaneamente il bosco: l’autunno diventa materia con cui riscrivere il paesaggio.
E nelle fotografie di Saul Leiter può perfino scomparire la foglia: vetri bagnati, ombrelli, riflessi, figure sfocate e improvvise accensioni di colore trasformano la città. La stagione diventa atmosfera.
L’autunno, allora, non è necessariamente qualcosa da rappresentare. Può essere semplicemente un diverso modo di guardare ciò che ci circonda.
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19/09/2026

L’autunno è forse la stagione che l’arte rischia più facilmente di trasformare in cliché: boschi arancio, foglie rosse, viali gialli. Immagini immediatamente riconoscibili e, proprio per questo, quasi già viste. Da Ungaretti — «Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie» — la foglia autunnale sembra essersi saldata definitivamente all’idea della precarietà e della caduta.
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Una parte dell’arte contemporanea ha però provato a smontare questa iconografia. L’autunno sopravvive come luce, materia, maturazione, memoria, trasformazione: non tanto qualcosa da rappresentare, quanto qualcosa che accade alle cose. Andy Goldsworthy (in copertina) compie un passo ulteriore: non rappresenta l’autunno, lo usa. Le foglie diventano materia disponibile soltanto in un luogo e in un momento precisi. In Yellow elm leaves laid over a river rock (Scaur Water, 15 ottobre 1991), il giallo non viene dalla tavolozza dell’artista, ma dalla natura e dal tempo.
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L’opera non potrebbe essere identica sei mesi dopo. E la fotografia documenta qualcosa destinato a scomparire. La caducità, così, non è più rappresentata: accade davvero all’opera.
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14/09/2026

🇮🇹 Quando una fotografia smette di essere solo immagine e diventa materia?

«Il mio lavoro nasce da fotografie di paesaggi ed elementi naturali del Cile, che trasformo attraverso sovrapposizioni, collage, texture minerali e strutture pop-up. Man mano che il processo creativo avanza, sento che fotografia e materia si incontrano sempre di più: sul piano concettuale, ma anche fisicamente, attraverso l’intervento diretto sull’immagine.»

L’artista cileno Emilio Fuentes Traverso si racconta a Sabino Maria Frassà per L’arte in prima persona, progetto promosso da Schiavi S.p.A. e CRAMUM.

🇪🇸 ¿Cuándo una fotografía deja de ser solo imagen y se convierte en materia?

«Mi trabajo nace de fotografías de paisajes y elementos naturales de Chile, que transformo mediante superposiciones, collage, texturas minerales y estructuras pop-up.

A medida que avanza mi proceso creativo, siento que fotografía y materia se encuentran cada vez más: tanto en el plano conceptual como físicamente, a través de la intervención directa sobre la imagen.»

El artista chileno Emilio Fuentes Traverso conversa con Sabino Maria Frassà para L’arte in prima persona, proyecto promovido por Schiavi S.p.A. y CRAMUM.

07/09/2026

“Il marmo bianco non è il colore dell’antichità. È il colore della sua memoria...”
Leggi online tutto il N1 di DESIGN IN-COLORE “Atene non è mai stata bianca” per con il patrocinio di

05/09/2026

“Per secoli abbiamo immaginato Atene così: il sole del Mediterraneo che accende il marmo, il mare che restituisce bagliori d’argento, flessuosi drappi candidi mossi dalla brezza tra le colonne dei templi. Un’immagine di armonia assoluta, così radicata nel nostro immaginario da sembrarci inevitabile.

Eppure quella città non è mai esistita.

Atene non è mai stata bianca...”
Leggi tutto l’articolo di su DESIGN IN-COLORE by con il patrocinio di

03/09/2026

“Forse il più grande capolavoro del Neoclassicismo non è stato una scultura, un edificio o un dipinto. È stato convincerci che la perfezione fosse bianca. Gli antichi Greci, invece, avevano scelto il colore.”
firma il N1 di DESIGN IN-COLORE il nuovo progetto di mecenatismo culturale di patrocinato da
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Ricostruzione sperimentale della policromia dell’arciere “Paride”, Tempio di Afaia, Egina (ca. 480 a.C.), realizzata dalla Liebieghaus Skulpturensammlung per la mostra Gods in Colour – Golden Edition: Polychromy in Antiquity (2020–2021). Foto: Liebieghaus Skulpturensammlung / Norbert Miguletz.

31/08/2026

Tornati dalle vacanze? Ancora caldo?
Partiamo con l’arte e un mix di al gusto di …
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Nel 2017 tre studenti della National Taiwan University of Arts (Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti) trasformano il loro progetto di laurea in una delle immagini più potenti dell’inquinamento contemporaneo.
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Nasce 100% Polluted Water Popsicles (100%純污水製冰所): cento ghiaccioli ottenuti da cento campioni d’acqua contaminata raccolti tra fiumi, porti, spiagge, canali e sistemi di drenaggio di Taiwan. Acqua, rifiuti e residui vengono congelati nella forma familiare e invitante del ghiacciolo e poi riprodotti in resina trasparente, rendendo permanente ciò che normalmente preferiremmo non vedere.

Il progetto finirà anni dopo sulla copertina di Vogue Taiwan.

Lo racconta Sabino Maria Frassà su

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