06/06/2026
“Ma voi leggete anche i tarocchi?”
Ce lo chiedono spesso durante le nostre esibizioni e ammettiamolo: la domanda ci spiazza sempre un po’.
🃏 Sì, alcuni di noi conoscono il simbolismo esoterico dei tarocchi, ma lo usano solo per filosofeggiare tra amici, con leggerezza e senza prendere il tutto troppo sul serio.
🃏 Sì, ci piace anche il loro lato psicologico, creativo, narrativo e artistico (avete presente la scenografia dell’ultimo tour di Fabrizio De André, “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino, “Le nostre carte” degli Eugenio in Via di Gioia o le canvas di “Futuri possibili” di Franco126?)
🃏 Sì, spesso ci vedete pure indossare la felpa con il nostro amato Procione travestito da Matto.
🃏 Sì, prima o poi porteremo in scena anche qualche effetto di mentalismo con gli arcani… al 99,99% in chiave ironica o bizzarra. Perché?
Perché noi siamo cartomaghi, non cartomanti né tarologi.
E se oggi i tarocchi vengono associati quasi esclusivamente alla divinazione, in origine – nel Quattrocento – erano semplicemente carte da gioco. E come tali vogliamo continuare a trattarli.
Quindi sì, possiamo leggere i tarocchi per divertirci insieme. Ma no, non potremo mai “leggere i tarocchi” per predire il futuro o fare introspezione psicologica.
Dirvi se cambiare città o lavoro, se una determinata situazione si sbloccherà, se dovete separarvi o se sta per arrivare l’amore della vostra vita sarebbe una responsabilità enorme. In primis non possiamo proprio saperlo e prevederlo (a maggior ragione in tempi così complessi e incerti come gli attuali). Ma soprattutto perché non vogliamo interferire con il vostro libero arbitrio. Siamo certi che capirete.
Per il resto, lasciamo parlare queste foto, scattate nei giorni scorsi all’Accademia Carrara di Bergamo, che ha ospitato “TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna”, la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi.