03/06/2026
Maria Elvira Cicale ricorda il suo Maestro Carlo Calza in occasione della seconda edizione del premio a lui intitolato organizzato da Polis per Chiaromonte il 31.05.2026
"Siamo alla fine degli anni Cinquanta e, a Chiaromonte, il maestro Calza fu un autentico precursore di quello che oggi è conosciuto come metodo ECA: Esplorare, Comprendere, Agire.
Il metodo ECA (Educazione Creativa Autogestita), accreditato dall'UNESCO dal 1983, si fonda su un processo di apprendimento esperienziale e circolare, nel quale l'allievo è protagonista del proprio percorso formativo, mentre il docente assume il ruolo di facilitatore.
L'azione educativa del maestro Calza trovava già allora significativi riferimenti metodologici nel modello umanistico-esistenziale di Carl Rogers e del suo allievo Robert Carkhuff. La sua giovane età, unita a una straordinaria vivacità culturale, rappresentò uno stimolo efficace per tutta la scuola elementare di Chiaromonte, coinvolgendo attivamente tutti i maestri del plesso.
La didattica privilegiata era quella attiva, basata sull'esplorazione. Le lezioni si svolgevano spesso all'aperto: presso il serbatoio del paese, durante le diverse stagioni dell'anno, gli alunni osservavano gli alberi, i cambiamenti dei colori delle foglie, i fiori, gli insetti e i minerali.
Successivamente, in classe, i materiali raccolti venivano catalogati e diventavano oggetto di ricerche botaniche e scientifiche: era il momento del comprendere.
Gli alunni percorrevano le strade del paese, incontravano le persone, imparavano a utilizzare il metodo dell'intervista, raccoglievano racconti del passato, osservavano usi e costumi della comunità. Da questo lavoro nasceva il giornalino scolastico.
Con un rudimentale ciclostile venivano stampate diverse copie delle ricerche realizzate dagli studenti: La storia del nostro paese, Le mura di cinta del borgo antico, La storia della campana di San Tommaso, le fasi della vendemmia, della panificazione e molte altre testimonianze della vita locale. In questo modo si realizzava la fase dell'agire, imparando concretamente a "imparare ad imparare".
Non a caso, la competenza dell'«imparare ad imparare» è stata riconosciuta come una delle competenze chiave del cittadino europeo durante la Conferenza di Lisbona del 2005.
Il maestro Calza riusciva a creare un clima favorevole alla partecipazione e all'apprendimento, mettendo sempre al centro l'allievo, valorizzandone punti di forza e fragilità.
Nel 1961, in occasione del centenario dell'Unità d'Italia, la scuola celebrò l'evento con grande entusiasmo. Ogni alunno realizzò una bandierina tricolore utilizzando una cannuccia e fogli di carta velina verde, bianca e rossa.
Gli studenti di tutto il plesso sfilarono per le vie del paese, dirigendosi prima in chiesa per una messa di ringraziamento e poi al monumento ai caduti. Alla manifestazione parteciparono reduci di guerra, rappresentanti delle istituzioni, genitori e cittadini. Attraverso canti, letture e poesie, vennero onorati i giovani che avevano sacrificato la propria vita per la libertà e per l'unità della nazione.
Tutti presero parte all'iniziativa, ma la regia educativa e organizzativa era del maestro Calza.
Il maestro sapeva anche suonare il pianoforte e la pianola; il canto e la recitazione costituivano parte integrante delle attività scolastiche quotidiane.
Protagonisti assoluti di quella giornata erano gli alunni che, oltre ad approfondire la conoscenza della storia d'Italia, sperimentavano il senso di appartenenza alla propria nazione e l'emozione profonda evocata dai versi:
«Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti...»
Parole che richiamavano il sacrificio compiuto per la libertà. Ancora oggi l'UNESCO sottolinea l'importanza dell'educazione al senso di appartenenza alla propria comunità e alla propria nazione.
In classe veniva favorita la cooperazione tra gli alunni e persino il capoclasse veniva scelto attraverso elezioni democratiche, offrendo ai bambini una concreta esperienza di cittadinanza attiva.
Le attività erano numerose e coinvolgenti: la lettura di opere per l'infanzia come Il giornalino di Gian Burrasca, Cuore e Le avventure di Pinocchio aiutava gli alunni a sviluppare il piacere della lettura e il riconoscimento delle emozioni.
Il maestro Calza gestiva inoltre il Centro serale di lettura e sperimentava strumenti didattici innovativi per l'epoca: carte geografiche luminose che si accendevano quando regione e capoluogo venivano correttamente associati, nonché cartelloni delle tabelline organizzati in senso orizzontale, verticale e trasversale.
Noi abbiamo avuto il privilegio di vivere quella che potremmo definire «una traccia di futuro», giunta fino a noi attraverso il suo insegnamento.
Caro maestro, sei stato nel 1959 il mio "eco per il futuro". Il metodo ECA rappresenta ancora oggi uno dei miei punti di forza. Con te mi sono sentita accolta, ascoltata e mai giudicata, e ti ho sempre voluto bene.
Auguro ai bambini che hanno partecipato a questo concorso di poter vivere, a loro volta, un'esperienza scolastica altrettanto significativa e indimenticabile.
Perché, come affermava Carl Rogers:
«I bambini non apprendono da coloro che non amano.»"