20/01/2013
E’ quanto meno mortificante riscontrare negli organi di stampa e nell’opinione pubblica, toni così subito gravosi e disonoranti nei confronti dell’Impresa e della Direzione Lavori di Parco Torcito, su una vicenda delicata che merita invece approfondimento e cautela. La pista di servizio forestale perimetrale è un’opera prioritaria per un progetto complesso di salvaguardia del Parco e la materia paesaggistica e ambientale contiene forti elementi dialettici tra i principi di tutela e quelli di valorizzazione, spesso in contrasto. Sapevamo dal principio che la riqualificazione di Parco Torcito sarebbe stata una sfida piena di insidie tecniche, ma abbiamo voluto affrontarla, motivati dalla sola passione di chi sta conducendo un’opera preziosa di riqualificazione, salvaguardia naturalistica e valorizzazione di un bene lasciato nel degrado e nell’abbandono per decenni. Comprendiamo le sensibilità delle comunità locali segnate ciclicamente da episodi di deturpazione e reiterati abusi ambientali che giustificano parzialmente l’animosità della denuncia e la preoccupazione sociale suscitata dall’evento. Ma altresì auspichiamo che un approfondimento preceda sempre la critica e che sull’allarmismo prevalga la razionalità del discernimento e il beneficio del dubbio nel giudizio. Non nascondiamo il profondo rammarico nel leggere i titoli dei quotidiani di questi giorni (Lavori selvaggi a Parco Torcito, Scempio a Parco Torcito, Territorio devastato) che preferiscono evocare scenari catastrofici di deturpazione ambientale, piuttosto che prediligere la prudenza dell’approfondimento, non restituendo onore e giustizia a chi sta investendo in un momento di crisi, risorse e competenze per la salvaguardia e la valorizzazione di un grande bene ambientale qual è Parco Torcito. Speriamo che tutto venga chiarito al più presto nelle sedi opportune e che le autorità possano legittimamente approfondire con la Direzione Lavori se e in che modo la conduzione del cantiere abbia potuto ledere il tessuto prescrittivo e dei vincoli.