Gabriele Leonardi

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Gabriele Leonardi Arte e pittura ad olio

Tra i riflessi della laguna e la magia di una città che vive d’acqua, vedere il mio “L’occhio del mare” trionfare a Vene...
09/10/2026

Tra i riflessi della laguna e la magia di una città che vive d’acqua, vedere il mio “L’occhio del mare” trionfare a Venezia è un’emozione che va oltre ogni aspettativa. Quest’opera rappresenta la sintesi del mio percorso artistico: riprende l’occhio della mia sardina e lo trasforma in una sentinella severa e magnifica. Un guardiano che giudica l’uomo non dalla terra, ma dalla parte diametralmente opposta. Dal mare. È lo sguardo dell’abisso che scruta il nostro tempo, ricordandoci il nostro posto nel mondo e la fragilità del nostro rapporto con la natura. Ricevere questo riconoscimento in un luogo così intriso d’arte e di storia marinara rende tutto ancora più magico. Ogni pennellata custodisce ore di ricerca, passione e un pezzo del mio cuore. Grazie di cuore alla giuria e a chi ha saputo guardare oltre la superficie, lasciandosi interrogare da questo sguardo venuto dal blu.

📍 Venezia

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Vedere trionfare L’occhio del mare in una città nata dall’acqua ha il sapore di una magia: provo un orgoglio smisurato n...
25/09/2026

Vedere trionfare L’occhio del mare in una città nata dall’acqua ha il sapore di una magia: provo un orgoglio smisurato nel sapere che questo piccolo grande sguardo di sardina ha finalmente catturato l’attenzione del mondo, dimostrando che non siamo noi a guardare il mare, ma è lui, da sempre, che scruta noi. Gabriele Leonardi

Nei meandri silenziosi dell’abisso, dove la luce del mondo si spegne in un abbraccio di blu, otto braccia tessono i fili...
20/09/2026

Nei meandri silenziosi dell’abisso, dove la luce del mondo si spegne in un abbraccio di blu, otto braccia tessono i fili di un ricordo. Non cerca prede, non cerca cibo: con inchiostro rubato alla notte, questo custode del mare disegna ciò che il cuore non sa dimenticare. Sulla tela liquida della solitudine, traccia il profilo di una sardina d’argento—un amore lontano, un frammento di luce catturato per non sentirsi più solo nell’immensità del mare. Gabriele Leonardi

A volte non è necessario nuotare, basta solo arrendersi alle onde galleggiando su di una ciambella. La mia sardina ha ca...
15/09/2026

A volte non è necessario nuotare, basta solo arrendersi alle onde galleggiando su di una ciambella. La mia sardina ha capito questa cosa prima di tutti restando lì, sospesa tra cielo ed abisso. In quel suo galleggiamento c’è tutta la fragilità e tutta la libertà che conosco. Gabriele Leonardi

03/09/2026

Non dipingo la natura, la inseguo da sempre
Inseguo un giallo che ho visto a 7 anni su un muro, un blu che esiste solo per cinque minuti dopo la pioggia.
La mia passione non è per l’arte.
È per ciò che l’arte cerca disperatamente di non farci dimenticare.
Gabriele Leonardi
La mia passione non è per l’arte.
È per ciò che l’arte cerca disperatamente di non farci dimenticare.
Gabriele Leonardi natur

03/09/2026

A quaranta metri la luce non arriva più, si arrende. Diventa solo un ricordo verde, lassù. E in quel blu che sembra nero, ho visto muoversi una cosa che non nuotava. Respirava con tutto il mare.
Era lui.
Un polpo grande quanto un pensiero antico. Non era mimetizzato sulla roccia. Era la roccia che aveva imparato a mimetizzarsi da lui.
Mi sono fermato. Lui mi ha guardato. E non intendo con gli occhi.
Il polpo ha un modo di guardarti che ti fa sentire trasparente. Non vede il tuo corpo, vede quanto sei profondo dentro. Io in quel momento ero poco profondo, ero pieno d’aria, di fretta, di superficie.
Allora ha fatto una cosa che non dimenticherò mai.
Ha allungato un tentacolo, lentamente, non verso di me, ma verso l’acqua tra me e lui. E l’acqua ha cambiato colore. Prima un grigio perla, poi un viola di tempesta, poi un rosso sangue, poi un bianco d’osso. Tutte le sfumature che un essere può avere quando ha paura, quando ama, quando mente, quando muore.
Mi stava mostrando la sua biblioteca.
Ho capito allora che il polpo non cambia colore per nascondersi dai predatori. Cambia colore perché non riesce a trattenere quello che sente. È troppo sensibile per avere un solo colore. Deve indossare tutte le sue emozioni, una dopo l’altra, altrimenti esplode.
È rimasto così per un tempo che sott’acqua non si può misurare. Poi ha liberato una piccola nuvola d’inchiostro. Non per scappare. Era un regalo. Una piccola notte perfetta, sospesa.
Ci sono entrato dentro con la mano. Era calda.
Quando sono risalito, il mare sopra era lo stesso. Le barche, le voci, il sole. Ma io avevo negli occhi un altro blu. Un blu che non sta nelle cartoline. Un blu che ha sfumature.
Da allora, quando dipingo, non cerco il colore giusto.
Cerco la profondità che lo merita. Gabriele Leonardi

A quaranta metri la luce non arriva più, si arrende. Diventa solo un ricordo verde, lassù. E in quel blu che sembra nero...
02/09/2026

A quaranta metri la luce non arriva più, si arrende. Diventa solo un ricordo verde, lassù. E in quel blu che sembra nero, ho visto muoversi una cosa che non nuotava. Respirava con tutto il mare.
Era lui.
Un polpo grande quanto un pensiero antico. Non era mimetizzato sulla roccia. Era la roccia che aveva imparato a mimetizzarsi da lui.
Mi sono fermato. Lui mi ha guardato. E non intendo con gli occhi.
Il polpo ha un modo di guardarti che ti fa sentire trasparente. Non vede il tuo corpo, vede quanto sei profondo dentro. Io in quel momento ero poco profondo, ero pieno d’aria, di fretta, di superficie.
Allora ha fatto una cosa che non dimenticherò mai.
Ha allungato un tentacolo, lentamente, non verso di me, ma verso l’acqua tra me e lui. E l’acqua ha cambiato colore. Prima un grigio perla, poi un viola di tempesta, poi un rosso sangue, poi un bianco d’osso. Tutte le sfumature che un essere può avere quando ha paura, quando ama, quando mente, quando muore.
Mi stava mostrando la sua biblioteca.
Ho capito allora che il polpo non cambia colore per nascondersi dai predatori. Cambia colore perché non riesce a trattenere quello che sente. È troppo sensibile per avere un solo colore. Deve indossare tutte le sue emozioni, una dopo l’altra, altrimenti esplode.
È rimasto così per un tempo che sott’acqua non si può misurare. Poi ha liberato una piccola nuvola d’inchiostro. Non per scappare. Era un regalo. Una piccola notte perfetta, sospesa.
Ci sono entrato dentro con la mano. Era calda.
Quando sono risalito, il mare sopra era lo stesso. Le barche, le voci, il sole. Ma io avevo negli occhi un altro blu. Un blu che non sta nelle cartoline. Un blu che ha sfumature.
Da allora, quando dipingo, non cerco il colore giusto.
Cerco la profondità che lo merita. Gabriele Leonardi

Indirizzo

Castiglioncello
57016

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