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archeosalento Archaeology of Salento: a cultural subregion of Apulia

I mosaici di Santa Maria della Croce di Casaranello, Casarano (LE).Santa Maria della Croce è il più antico degli edifici...
14/11/2024

I mosaici di Santa Maria della Croce di Casaranello, Casarano (LE).

Santa Maria della Croce è il più antico degli edifici paleocristiani dall'Italia sudorientale, la sua datazione oscilla, infatti, tra il V ed il VI secolo. La funzione originaria è ancora dibattuta: poteva fungere da chiesa battesimale ma non si esclude che potesse custodire una sacra reliquia.
I mosaici sono coevi alla costruzione della chiesa e costituiscono un'eccezionale quanto unica testimonianza di arte musiva paleocristiana in Salento.

Sulla volta a botte del bema il mosaico si articola in tre riquadri. In quelli laterali due cornici si intersecano formando le sedi di raffigurazioni zoomorfe e fitomorfe.
Nel riquadro sinistro (seconda foto, in basso): due volatili su un fiore giallo e un galletto tra due ramoscelli nei riquadri circolari, negli altri riquadri un ramoscello di pero con due frutti maturi, un grappolo d’uva, un pesce, un coniglio o una lepre.
Nel riquadro a destra (seconda foto, in alto), una gallina e un uc***lo simile ad un cardellino nei riquadri circolari, tre fave, un ca****fo, un coniglio, un grappolo d’uva e un ramo fiorito negli altri.
Nel riquadro centrale una decorazione in opus panovacetum che riprende la forma della coda di un pavone.

La cupola (terza foto) è decorata con una volta stellata al centro della quale campeggia una croce d’oro, lo sfondo su cui è campita trascolora attraverso tre diverse gamme di azzurro, dall’azzurro cupo all’azzurro più cilestrino. La base della cupola è incorniciata da un ricco fregio vegetale.

La bellissima Masseria Vanini al crepuscolo.La masseria è sita nel territorio comunale di Ugento; evidenti le diverse fa...
12/08/2024

La bellissima Masseria Vanini al crepuscolo.
La masseria è sita nel territorio comunale di Ugento; evidenti le diverse fasi costruttive e alcuni infelici tentativi di restauro. Il piano superiore della masseria, evidentemente la dimora del padrone, è molto suggestivo, il crollo del tetto è quasi un valore aggiunto: queste mura un tempo riparo dal freddo dell'inverno (sono presenti ben due camini) sono oggi sono carezzati dalla Luna.

🏺 Metopa funeraria da Taranto.Accedendo nella sala IX del  si trova isolata su una parete questa metopa in carparo origi...
13/03/2024

🏺 Metopa funeraria da Taranto.
Accedendo nella sala IX del si trova isolata su una parete questa metopa in carparo originariamente parte di una stele funeraria rinvenuta a Taranto e risalente alla fine del IV secolo a.C.
A dispetto delle sue piccole dimensioni questa metopa è di grande importanza perché, secondo una studio di A. De Amicis, getterebbe luce sulle pratiche funerarie e "sull'arredamento" delle necropoli tarantine.
Al centro della scena il daimon stante del defunto compie sulla sinistra una libagione con la phiale (pratica comunissima nelle necropoli e ampliamente descritta dalle fonti antiche) presso un albero su cui è avvolto un serpente.
Sulla destra comprare un cratere a volute, recipiente d'eccellenza nell'ambito simposiale ed evidentemente anche legato alla sfera funeraria e destinato a contenere le libagioni per il defunto.
La stele suggerisce che questo vaso potesse essere realmente presente nelle necropoli: in effetti alcuni pozzi rinvenuti nella necropoli di Taranto hanno restituito un numero consistente di crateri a volute che in origine, per diverse ragioni, dovevano essere collocati sulla superficie della necropoli.
Anche altre città della Magna Grecia, come Metaponto, hanno restituito nelle aree funerarie ad esse pertinenti e all'esterno delle tombe i resti di crateri a volute.
È verosimile che questi vasi fossero dunque presenti, anche se in numero discreto, nelle necropoli delle città della Magna Grecia e usati per le libagioni e forse come semata funerari.

🏺 Cratere a volute del pittore delle Carnee.Il grande cratere a volute del Pittore delle Carnee venne realizzato alla fi...
07/03/2024

🏺 Cratere a volute del pittore delle Carnee.

Il grande cratere a volute del Pittore delle Carnee venne realizzato alla fine del V secolo a.C. a Taranto e fu rinvenuto a Ceglie del Campo.
Rappresenta sul lato A Dioniso assiso che osserva una suonatrice di doppio flauto (aulos) e una menade danzante con il tirso all'estremità sinistra della rappresentazione. Alle spalle del dio compare artemide che avanza tendendo una torcia e, sull'estrema destra, un satiro assiste n**o alla scena.
Il lato B presenta due registri: quello superiore raffigura Perseo che mostra la testa della Gorgone a dei satiri che, atterriti, fuggono; il registro inferiore rappresenta invece alcune figure ricondicibili alle festività in onorevole di Apollo Carneo, come sembra suggerito dall'iscrizione su un louterion a destra. Alcune figure indossano un caratterisrico copricapo di paglia, il kalatiskos.

📍Ipogeo delle cariatidi, Vaste. Il cosiddetto “Ipogeo delle Cariatidi” è una tomba monumentale riferibile a un ricco gru...
31/01/2024

📍Ipogeo delle cariatidi, Vaste.
Il cosiddetto “Ipogeo delle Cariatidi” è una tomba monumentale riferibile a un ricco gruppo familiare del centro messapico di Basta (oggi Vaste, frazione del comune di Poggiardo in provincia di Lecce) e databile nella prima età ellenistica. Era costituita da un vestibolo trasversale, accessibile per mezzo di una gradinata, e due camere funerarie accostate precedute da una facciata monumentale, della quale si conserva parte della decorazione scultorea in pietra calcarea. La denominazione convenzionale della tomba deriva dalla presenza in facciata di quattro cariatidi ad alto rilievo, la cui funzione è quella di sorreggere idealmente l’architrave: le figure, tre originali e una copia, hanno i capelli raccolti dietro la nuca, seno scoperto, abito con cintura e bretelle ornate da una testa di gorgone; sono posizionate su plinti trapezoidali, a ridosso degli stipiti delle due porte che immettono nelle camere funerarie. Oltre alle cariatidi si conservano alcuni frammenti di un fregio a bassorilievo raffigurante una corsa di carri guidati da eroti e trainati da leoni e leonesse; sul fondo persistono tracce di colore giallo e rosso. Il fregio è stato ipoteticamente riferito alla facciata dell’ipogeo oppure, secondo più recenti interpretazioni, alle pareti della gradinata di accesso.
(Fonte: sito web del Museo Archeologico Nazionale di Taranto)

📍Menhir e dolmen di Giurdignano e Giuggianello 1: Menhir San Paolo2: Dolmen Stabile3: Menhir Vicinanze 2
27/12/2023

📍Menhir e dolmen di Giurdignano e Giuggianello

1: Menhir San Paolo
2: Dolmen Stabile
3: Menhir Vicinanze 2

🇮🇹Colonne romane di BrindisiLe colonne romane di Brindisi hanno un'origine incerta: l'erudizione dei secoli scorsi le vo...
22/12/2023

🇮🇹Colonne romane di Brindisi
Le colonne romane di Brindisi hanno un'origine incerta: l'erudizione dei secoli scorsi le voleva come fine monumentale della via Appia, secondo altri esse fungevano da faro, un'ipotesi difficilmente rispondente alla realtà. Secondo altri ancora, riprendendo il mito, le colonne furono innalzate da Brento, figlio di Eracle e mitico fondatore della città.
Il Mercklin le attribuisce all'epoca dei Antonini e dei Severi, ma la diversità dei marmi utilizzati e le figure dei capitelli fanno anche presupporre una loro erezione in epoca bizantina. La colonna è in marmo proconnesio, proveniente dall'isola omonima situata nel Mar di Marmara.
Il capitello raffigura quattro divinità e otto tritoni tra foglie di acanto; l'elemento sovrastante presenta tre ordini di fregi rispondenti alla tripartizione dell'architrave.

🇬🇧 Roman columns od Brindisi
The Roman columns of Brindisi have an uncertain origin: the erudition of the past centuries wanted them to be well monumental of the Appian Way, according to others they served as a lighthouse, a hypothesis difficult to respond to reality. According to others, the columns were erected by Brento, son of Heracles and mythical founder of the city. The Mercklin attributes it to the age of the Antonines and Severi, but the diversity of the marbles and the figure of the capitals, also make it presume their er****on in the Byzantine era. The column is in procornesi marble, coming from the homonymous island in March of marmara, the capital presents four gods and the eight tritons sorrounded by acanthus leaves.

Cratere a volute da Muro Leccese (Le)Il cratere a volute rinvenuto a Muro Leccese costituisce il più antico vaso di ques...
24/10/2023

Cratere a volute da Muro Leccese (Le)

Il cratere a volute rinvenuto a Muro Leccese costituisce il più antico vaso di questo genere totalmente componibile rinvenuto in Messapia.
Il contesto di ritrovamento è molto interessante: fu recuperato in località Cunella in un'area di necropoli situata poco più a sud di un asse stradale che probabilmente univa le città messapiche della costa ionica e le città della costa adriatica. Si trovava nel riempimento delle tomba 2, una sepoltura unita alla tomba 1 e usata per sepolture multiple.
Probabilmente il vaso serviva da segnacolo funerario.
Solamente il collo presenta una decorazione figurata: si tratta di un fregio di quadrighe.

📍 Chiesa di Sant'Eufemia, Specchia.La chiesa di Sant'Eufemia si trova nelle immediate vicinanze del centro abitato di Sp...
22/07/2023

📍 Chiesa di Sant'Eufemia, Specchia.

La chiesa di Sant'Eufemia si trova nelle immediate vicinanze del centro abitato di Specchia e fu costruita in epoca altomedievale.
La facciata della chiesa è a capanna e presenta sopra il portale una bifora con una colonna che presenta sul capitello una croce lobata.
L'interno appare oggi mutilo non solo degli affreschi che in origine ricoprivano interamente le pareti interne della chiesa (piccole e sbiadite porzioni di affresco sono ancora visibili), ma anche della singolare sequenza di triplici archi che solo in apparenza dividono la chiesa in tre navate.
Intatta è sopravvissuta solo la serie più prossima all'abside, delle altre rimangono solamente le paraste laterali e alcuni rocchi delle colonne, tutte verosimilmente di reimpiego.
Poco si può dire dell'abside, il quale è stato in buona parte ricostruito recentemente. L'esterno di esso infatti appare in sagoma quadrangolare, ma è il prodotto di una scorretta interpretazione da parte dei moderni.

🇮🇹 Necropoli preistorica in località "Fani", Salve: il tumulo 7.I tumuli funerari scoperti in località Fani, nel territo...
15/06/2023

🇮🇹 Necropoli preistorica in località "Fani", Salve: il tumulo 7.

I tumuli funerari scoperti in località Fani, nel territorio di Salve, risalgono all'età del rame (IV e il III millennio a.C.).
Il tumolo 7, circondato da blocchi megalitici che ne delimitavano i confini, è uno dei meglio conservati e dei più imponenti.

Era diviso in due unità: la parte settentrionale, adibita all'uso funerario e quella meridionale, ad uso cultuale.
Nella prima sezione fu ritrovata una profonda buca (in foto) costituita da blocchi megalitici nella quale sono stati trovati i resti cremati di due giovani conservati in tre urne funerarie.

Questo luogo ospitò sepolture fino alla metà del III millennio a.C.: si sovrapposero, sulle sepoltute sopra citate, circa cinquanta inumazioni.
Poco dietro la grande fossa appena descritta ve n'era un'altra più piccola nella quale furono ritrovate ossa, ceneri e un vaso volutamente rotto. La fossa era sormontata da una grande lastra di pietra ancora visibile.

Nella parte meridionale del tumulo, indagata solo in parte a causa della strada che vi giace sopra, le cerimonie cultuali sono testimoniate da altre buche ricavate nel terreno e riempite da carboni e cenere.

In località Fani sono stati ritrovati in totale 90 tumuli, alcuni di struttura complessa, come il tumolo 7 e 10, altri più semplici, come il tumolo 9, costituiti da delle lastre di pietra sui quali erano sparsi senza ordine ossa e frammenti di ceramica.

🇮🇹 Ca****la di San Nicola di Myra, Presicce-Acquarica, località Acquarica.La piccola ca****la dedicata a San Nicola di M...
08/06/2023

🇮🇹 Ca****la di San Nicola di Myra, Presicce-Acquarica, località Acquarica.

La piccola ca****la dedicata a San Nicola di Myra, inglobata dalla torre di Celsorizzo, è uno dei luoghi di culto più antichi di Acquarica. Risale al XIII secolo e misura 7,8 m in lunghezza e 3,7 m in larghezza. 
Un tempo interamente affrescata, oggi la ca****la conserva sulle pareti solo strette fasce superstiti della decorazione originale, rimaste intatte grazie all'utilizzo di alcuni ponteggi di sostegno necessari a sorreggere la volta per impedirne il crollo.
Sulla volta a botte dell'unica navata della ca****la è sopravvissuto il suggestivo dettaglio di una rappresentazione dell'ultima cena nella quale le figure degli apostoli circondano una tavola imbandita. 
L'abside, invece, ospita la figura di Cristo Pantocratore benedicente alla greca che tiene nella mano destra un cartiglio con scritto, in latino: "io sono la luce del mondo, chi mi seguirà non vagherà nelle tenebre".
Di notevole importanza è l'iscrizione di fondazione che si trova sul lato interno della parete occidentale della ca****la (l'originale controfacciata) che ne data la consacrazione al mese di aprile del 1283 e indica la committenza in Iohannes de Ogento. 
In greco, invece, la firma dei due artisti che realizzarono gli affreschi: Melitinos e Nicolas.

Chiesa di Santa Maria del Casale, Ugento.
20/05/2023

Chiesa di Santa Maria del Casale, Ugento.

Indirizzo

Casarano
73042

Sito Web

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