Il Pane & le Rose

Il Pane & le Rose ARTE CULTURA AMBIENTE SOCIETÀ
Idee e buone pratiche per la comunità

26/09/2025

Cari cittadini e compagni del Partito Democratico, quest’estate, in occasione delle elezioni provinciali, il direttivo del Circolo di Capena - composto da Elvira Campanale, Benigno Barbetti, Paola D'Innocenti, Agostina Petrongari, Carla Carelli e Roberto Barbetti - ha scelto di nominare me, Francesca Betti, segretaria del circolo, mentre a Mario Gentile è stato assegnato il compito di delegato provinciale.

Ora che il circolo è tornato operativo, ritengo sia importante procedere, senza esitazioni, all'apertura di un dialogo costante con i cittadini, con i giovani e i loro problemi, con le categorie più deboli e svantaggiate della popolazione e con tutti coloro che, abitando le aree periferiche di Capena, soffrono di diverse problematiche.
Un invito al dialogo che, naturalmente, estendo a tutte le forze politiche aperte al confronto costruttivo.

Ritengo che dialogo e ascolto siano assolutamente indispensabili per costruire una politica seria e capace di vera innovazione.
E questo specialmente oggi, in un tempo in cui si respira l'aria pesante della guerra, quella tossica del bullismo mediatico, quella populista dell'irrazionalismo e dell'autoritarismo: un tempo in cui l'oppositore politico diventa troppo facilmente un nemico da abbattere, piuttosto che l'avversario con cui confrontarsi, e dunque una risorsa preziosa per ogni convivenza democratica.
Preziosa perché la diversità è sempre ricchezza, a patto però di non temerla e di aprirsi ad essa senza pregiudizi.

È dunque mia ferma convinzione che solo una politica dialogante, capace di valorizzare le ricchezze umane, culturali, economiche e ambientali del nostro paese, in grado al contempo di far tesoro anche delle debolezze e degli errori del passato, sia in grado di costruire quel futuro che Capena si merita, e per il quale l'Amministrazione, dove ricopro il ruolo di delegata alla Cultura, sta lavorando.

Un lavoro su cui il confronto con la cittadinanza ritengo sia vitale, perché le cose da fare e le difficoltà da superare sono ancora tante. Sono certa che da un confronto autentico abbia da guadagnarci tutta Capena, non solo questa o quella forza politica. Servono idee fresche, di quelle che sanno mettere in campo i giovani, gli appassionati all'impegno civico, le forze più vitali della comunità. E serve una politica che quelle forze sappia valorizzarle, ascoltarle e tramutarne le proposte migliori in iniziative concrete.

Ad esempio, a Capena c'è un associazionismo vitale, animato da tanti volontari, giovani e meno giovani; e nel mio ruolo di delegata alla cultura, intrattenendo con essi un continuo e proficuo rapporto di collaborazione, in questi anni ho potuto verificare dal vivo quanto sia prezioso per Capena il loro impegno; questi cittadini rappresentano un prezioso esempio di responsabilità civica che deve far riflettere tutti noi, e stimolare tutti noi all'azione, se davvero vogliamo il bene del luogo in cui viviamo.

Il Pd di Capena vanta una storia politica lunga, appassionata, vivace - a volte persino troppo vivace, ammettiamolo - e da persona che la sua prima tessera (allora dei DS) la prese a 13 anni, ritengo che questa sua storia, naturalmente fatta di luci e ombre, come ogni storia, vada considerata una ricchezza, non certo una zavorra ancora in grado di condizionare il nostro impegno per il paese.

Come segretaria del circolo, pertanto, ho intenzione di impegnarmi al massimo perché di quella storia si faccia tesoro e le ferite vengano sanate. Lavorando perché l'area democratica e liberale di Capena non si limiti più a quel tipo di unità fugace che stabilisce - e neppure sempre - in vista delle elezioni, ma che trovi la motivazione e l'entusiasmo di confrontarsi, come si faceva un tempo, e come mi hanno insegnato, al fine di agire concretamente per risolvere i problemi del paese, per garantirgli il futuro che merita e che è possibile.
Uno sforzo che che necessita della partecipazione di tutti: giovani e anziani, cittadini e forze politiche, maggioranza e opposizione.

Un abbraccio affettuoso a tutti i compagni e... avanti tutta, capenati!

Francesca Betti, segretaria del circolo Pd di Capena

Elvira Tomassetti
Benigno Barbetti
Carla Carelli

Per i pini di Capena alla fine è arrivato il  momento tanto temuto 😔Salutiamoli con l'affetto e il rispetto che meritano...
30/10/2024

Per i pini di Capena alla fine è arrivato il momento tanto temuto 😔

Salutiamoli con l'affetto e il rispetto che meritano.

30/10/2024

"Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga"
Nicolás Gómez Dávila
(Esergo tratto da "Tauto", di Rosario Riggio, G*e ed)

PERCHE’ LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLA VITA POLITICA È COSI’ SCARSA?Perché piccolissimi settori della cittadinanza...
17/10/2024

PERCHE’ LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLA VITA POLITICA È COSI’ SCARSA?
Perché piccolissimi settori della cittadinanza partecipano attivamente mentre altri rimangono invece ai margini della vita politica della loro comunità? Anche a Capena, la partecipazione alla vita politica appare (e sempre più) scarsa e svogliata, limitata ad un numero esiguo di cittadini e, tutt’al più, episodica, cioè limitata esclusivamente al periodo elettorale. Da un lato le forze politiche, o quel che ne resta, sembrano del tutto indifferenti a stimolare davvero la cultura della partecipazione, restando esse stesse chiuse nei propri recinti. Dall’altro, le Amministrazioni che si sono succedute negli anni non hanno mai incoraggiato la partecipazione dei cittadini, quasi ne temessero le possibili reazioni e idee, dimostrando con ciò scarsissima fiducia nei loro stessi elettori.

Secondo gli studiosi, sono almeno tre gli aspetti che possono spiegare questo il fenomeno della indifferenza alla vita pubblica, un fenomeno che dovrebbe preoccupare tutti perché va ad intaccare le basi stesse della democrazia dando più forza a leader populisti, potentati politici e gruppi di interesse.

Primo: è ampiamente dimostrato come il possesso di risorse (conoscitive, economiche o anche di quantità di tempo a disposizione) è collegato ad un maggiore propensione a comportamenti partecipativi. Tuttavia, va detto che, in assenza di precise politiche istituzionali e di forze politiche aperte e davvero democratiche, anche i cittadini in possesso di tali risorse si trovano l’accesso alla vita pubblica sbarrato.

Secondo: molto importante è la presenza di associazioni o reti organizzative perché costituiscono agenti di mobilitazione che stimolano o facilitano comportamenti partecipativi e contribuiscono alla crescita della sensibilità civile e politica de cittadini. Nel migliore dei casi, la Rete associativa può stimolare la classe politica in senso più democratico e partecipativo; nel peggiore, ne diventa semplicemente lo strumento con cui si compensano carenze amministrative, mancanza di fondi ecc.

Terzo, e più importante punto: a scoraggiare i cittadini alla vita pubblica concorre soprattutto il fatto che le forme "standard" di partecipazione non consentono loro di prendere davvero parte in prima persona e come attori principali ai processi di decisione della comunità. Secondo molti Autori, inoltre, l'apatia nascerebbe come risposta di chi sarebbe pure disposto a partecipare ma si rende subito conto che farlo nell'ambito dei canali tradizionali non modificherebbe in maniera significativa il suo ruolo di cittadino sostanzialmente escluso dai processi decisionali importanti. A ciò va aggiunto che le istituzioni restano, per lo più, ermeticamente chiuse al dialogo con la popolazione, vista esclusivamente come semplice serbatoio di voti (a Capena persino la comunicazione attraverso i social da parte dell’Amministrazione è carente e di bassa qualità – a differenza, di quella di altri paesi come, ad esempio, Castelnuovo di Porto).

Questo terzo aspetto è davvero cruciale e credo che i politici e gli Amministratori di Capena dovrebbero rifletterci a fondo se davvero vogliono che il paese cresca ed eviti gli errori che ne hanno avvilito l’ambiente urbano e naturale, ridotto al lumicino la qualità e la credibilità della politica e portato, nel corso dei decenni, a scelte scarsamente efficaci, se non deleterie e del tutto irrazionali.

La risposta alla domanda posta nel titolo sembra essere dunque la seguente: i cittadini non partecipano alla vita pubblica perché, essenzialmente, la classe politica non è interessata allo sviluppo della partecipazione. Perché la politica ha rinunciato del tutto al ruolo di educazione civica e responsabilizzazione dei cittadini, chiamati in causa solo in tempo di elezioni. Questo appare evidente sia a livello locale, cioè in Comuni grandi o piccoli come Capena, sia a livello nazionale (si pensi, oltre ai tentativi di limitazione dell’esercizio referendario, al ruolo del Parlamento sempre più svuotato dal continuo ricorso ai Decreti- Legge imposti dai diversi Governi.

Eppure, premesso che neanche la Partecipazione sarebbe la panacea di tutti i mali, se fosse incoraggiata ne guadagnerebbe certamente la qualità della democrazia, contribuirebbe a formare cittadini più informati, più competenti e responsabili, e darebbe maggior voce ai valori e agli interessi di settori della popolazione più deboli o inadeguatamente rappresentati.

Un'opinione pubblica più attiva e coinvolta lascerebbe minor spazio all'azione di gruppi portatori di interessi particolari, limitandone l'influenza su decisioni che impattano su tutta la Comunità. Anche perché una maggiore partecipazione dei cittadini significherebbe maggiore trasparenza. Ne risulterebbero altresì maggiori e più incisivi stimoli per la classe politica, periodicamente sottoposta al giudizio di elettori divenuti più maturi, grazie all’esercizio democratico della partecipazione e perciò in grado di fare scelte più ponderate e meno influenzate da pressioni di gruppi di interesse o da suggestioni superficiali e populistiche. Quelle che hanno contribuito a trasformare noi cittadini in soggetti apatici e irresponsabili - cioè privi di un autentico sentimento di responsabilità verso la cosa pubblica.

Libri urgenti: "La generazione ansiosa", di Jonathan Haidt, RizzoliLa Generazione Z, quella dei nati dopo il 1995, è la ...
07/10/2024

Libri urgenti: "La generazione ansiosa", di Jonathan Haidt, Rizzoli

La Generazione Z, quella dei nati dopo il 1995, è la prima ad aver attraversato la pubertà con in tasca un portale verso una realtà alternativa eccitante, ma pericolosa. È la prima ad aver sperimentato la transizione da un’infanzia fondata sul gioco a un’infanzia fondata sul telefono: i teenager della Gen Z hanno trascorso ore e ore ogni giorno a «scrollare» post, a guardare video proposti da algoritmi programmati per trattenerli online il più a lungo possibile e hanno passato molto meno tempo a giocare, parlare, toccare, esperire il mondo reale. Sono stati privati, cioè, di quell’apprendistato sociale insostituibile per lo sviluppo delle competenze necessarie alla vita adulta.

Al progressivo spostamento dal mondo fisico a quello virtuale – dagli esiti catastrofici, soprattutto per le ragazze – è corrisposta anche la transizione da un’infanzia libera a una ipercontrollata: mentre gli adulti hanno infatti iniziato a proteggere eccessivamente i bambini nel mondo reale, li hanno lasciati privi di sorveglianza in quello online. Attingendo alle ricerche più recenti e autorevoli, Haidt mostra come queste due tendenze siano alla base di una «riconfigurazione» dell’infanzia che ha interferito con lo sviluppo sociale e neurologico di bambini e adolescenti, causando ansia, privazione del sonno, frammentazione dell’attenzione, dipendenza, solitudine, paura del confronto sociale. E mentre ne espone le disastrose conseguenze, propone quattro regole per liberare la «generazione ansiosa» e chiama alle armi genitori, insegnanti, aziende tecnologiche e governi, affinché si impegnino per salvare la salute mentale dei più giovani.

L’autore Jonathan Haidt (New York, 1963) è uno degli psicologi più autorevoli al mondo. Ha conseguito il dottorato in Psicologia sociale presso l’Università della Pennsylvania nel 1992 e ha insegnato presso l’Università della Virginia per sedici anni. Oggi insegna Leadership Etica presso la Stern School of Business della New York University. È stato inserito fra i pensatori più importanti del mondo dalle riviste Foreign Policy e Prospect.

ATTENZIONE A PUBBLICARE FOTO DI MINORI Pubblicare foto di bambini sui social è pericoloso e può avere una vasta varietà ...
22/09/2024

ATTENZIONE A PUBBLICARE FOTO DI MINORI
Pubblicare foto di bambini sui social è pericoloso e può avere una vasta varietà di conseguenze, da quelle legali per i genitori a quelle sociali e psicologiche per il minore.

La legge stabilisce intanto che le immagini devono assolutamente rispettare la dignità del minore. Inoltre, stabilisce che chi ha pubblicato su internet foto di minori senza il consenso di entrambi i genitori può essere punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e sarà tenuto a risarcire i danni.

I giudici del Tribunale di Mantova che si occupano di separazioni, divorzi ecc, hanno stabilito il divieto di pubblicare, senza il consenso di entrambi i genitori, le foto dei figli sul profilo Facebook, "nonché su ogni altro social network, provvedendosi alla immediata rimozione di quelle esistenti». I genitori che non rispettino queste norme possono essere sanzionati.

La Polizia lancia frequenti avvisi sul fatto che le immagini dei minori possono essere sfruttate da siti pedopornografici,
Si pensi che solo nel 2023, in Italia sono stati accertati 1.131 casi di persone denunciate per pedopornografia, che includevano il download e la condivisione di materiale abusivo. Complessivamente, sono stati analizzati 28.355 siti, di cui oltre 2.700 sono stati oscurati per contenuti pedopornografici. Rispetto al 2022, e nonostante la repressione, i casi di detenzione di materiale pedopornografico sono aumentati del 9% e, negli ultimi dieci anni, l'incremento è stato del 200% . Tale materiale è stato per lo più prelevato direttamente dai social come Facebook ecc. La fascia di età più colpita dai pedofili è quella degli under 13.
Va tenuto conto che oltre ai social, anche whatsapp e i giochi online possono essere strumenti di adescamento nei minori.

Va considerato il fatto che i pedofili che vivono negli stessi luoghi del minore fotografato possono più facilmente localizzarlo e poi adescarlo.

In secondo luogo, gli psicologi avvertono che la pubblicazione delle loro foto può avere rilevanti conseguenze psicologiche sui minori e danneggiare la formazione della loro personalità. Una cosa a cui nessun genitore sembra pensare quando pubblica le foto dei figli, è che la pubblicazione può creare, nel tempo, sentimenti di violazione della loro privacy e ansia riguardo alla loro immagine pubblica. Ciò può portare ad una perdita di fiducia nei confronti degli adulti, oltre che al disagio di ritrovarsi un'identità digitale involontaria che li accompagnerà fino all'età adulta.

Bisogna poi considerare che l'intelligenza artificiale (IA) può aumentare notevolmente i rischi per i minori le cui foto vengano diffuse sui social. Ad esempio, le tecnologie di riconoscimento facciale permettono una più facile identificazione e tracciamento dei minori, aumentando la loro esposizione a potenziali minacce come il cyberbullismo, l'adescamento ecc.

Inoltre l'AI, permettendo una più facile manipolazione delle immagini, consente la creazione di contenuti alterati, sia a scopi commerciali che pedopornografici. Con ciò aggravando ulteriormente la possibilità che la reputazione del minore e le sue relazioni future vengano danneggiate, con le relative ricadute psicologiche.

Conclusioni
Oggi più che mai occorre proteggere i minori dalle conseguenze sociali e psicologiche della loro esposizione sui social e dagli accresciuti rischi di cyberbullismo e cybergrooming - parola, quest'ultima, con cui si intende quel comportamento predatorio in cui personaggi adulti cercano di guadagnare la fiducia dei minori attraverso internet, con l'intento di arrivare a contatti online o rapporti fisici sessuali.

Che fare dunque?
È abbastanza semplice, anche se a molti può risultare eccessivo o semplicemente fastidioso: primo, smettere di pubblicare foto di minori; secondo, eliminare dai social tutte le foto dei minori in cui essi risultino riconoscibili (anche se ormai il danno potrebbe essere stato fatto).

E se proprio si sente la necessità di pubblicare foto di bambini, almeno aver cura di oscurare per bene i volti rendendoli non riconoscibili attraverso la manipolazione della foto oggi resa facilissima dalle numerose app di fotoritocco. In alternativa, la soluzione più semplice e banale è fotografare il minorenne di spalle in modo tale che non se ne veda il viso.

Poi ci sono le misure preventive - educative e informative - che dovrebbero prendere le scuole e gli enti pubblici, ma questo è un altro discorso.
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Di seguito il link al dossier sulla pedopornografia della Polizia di Stato:
https://questure.poliziadistato.it/it/Catanzaro/articolo/12366454fc8e5d29d493226424

06/09/2024

San Vittore: morto bruciato un diciottenne.
Un diciottenne in attesa di giudizio, cioè virtualmente INNOCENTE.

De Fazio, segretario generale del sindacato Uilpa Polizia Penitenziaria, parla una crisi senza precedenti: il sovraffollamento di san Vittore, che ospita 1.100 detenuti a fronte di soli 445 posti disponibili, con una carenza di personale di polizia penitenziaria. 1000 detenuti per 247 posti.
Il 247% di sovraffollamento.

Dall'inizio dell'anno, 7 agenti di polizia penitenziaria di san Vittore si sono tolti la vita.

77 in totale i morti suicidi nelle galere di Stato.

Nel frattempo, il Governo Meloni continua a creare nuovi reati e a non prevedere nessuna misura seria per rimediare a questa vergogna.

Di fronte al cambiamento climatico, quali strategie dovrebbe adottare un Comune per contrastare i suoi effetti nocivi? (...
20/08/2024

Di fronte al cambiamento climatico, quali strategie dovrebbe adottare un Comune per contrastare i suoi effetti nocivi?
(Prima parte)

Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide più significative del nostro tempo, e i comuni italiani sono in prima linea nella lotta contro i suoi effetti nocivi, come incendi boschivi, caldo estremo, alluvioni e altri eventi meteorologici estremi che hanno, e sempre più avranno, un impatto importante sulla salute dei cittadini.
Di seguito, alcune delle principali strategie che i Comuni possono implementare per mitigare questi impatti.

1. Pianificazione Urbanistica Sostenibile

A. Zone Verdi e Spazi Pubblici
Promuovere la creazione e la manutenzione di parchi e aree verdi è essenziale. Questi spazi non solo migliorano la qualità dell'aria, ma fungono anche da "polmoni" urbani, contribuendo a ridurre le temperature durante i periodi di caldo estremo.

B. Urbanizzazione Resiliente
Incoraggiare una pianificazione urbanistica che tenga conto del rischio di eventi climatici estremi. Ciò include l'adozione di norme edilizie più rigorose e l'uso di materiali sostenibili e resistenti.

2. Gestione Forestale e Prevenzione degli Incendi

A. Manutenzione delle aree boschive
Investire nella manutenzione e nella gestione sostenibile delle foreste. Ciò include la rimozione della vegetazione secca.

B. Creazione di Fasce Parafuoco
Realizzare fasce parafuoco attorno alle aree boschive e residenziali può aiutare a contenere gli incendi. Queste aree devono essere regolarmente mantenute e monitorate.

C. Istallazione di vasche antiincendio
Una rete di vasche per l’approvvigionamento idrico dei mezzi aerei e terrestri impegnati nella lotta agli incendi boschivi è importantissima e andrebbe progettata assieme ai Comuni limitrofi.

3. Sensibilizzazione e Educazione della Popolazione

A. Campagne di Sensibilizzazione
Organizzare campagne informative per educare i cittadini sui rischi legati al cambiamento climatico e sulle pratiche sostenibili.

B. Coinvolgimento della Comunità
Incoraggiare la partecipazione attiva della comunità attraverso volontariato e iniziative locali, come la pulizia di aree verdi, la piantumazione di alberi e il rispetto per l'ambiente naturale.

4. Infrastrutture Resilienti

A. Miglioramento delle Infrastrutture Idriche
Investire in sistemi di drenaggio e gestione delle acque piovane per prevenire allagamenti e garantire un approvvigionamento idrico sostenibile durante i periodi di siccità.

B. Reti Energetiche Sostenibili
Promuovere l'uso di energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici e privati. Installare pannelli solari e incentivare l'uso di fonti energetiche alternative, pur cercando di salvaguardare il più possibile l'equilibrio ecologico e il patrimonio paesaggistico dei territori.

5. Monitoraggio e Risposta Rapida

A. Sistemi di Allerta Precoce
Implementare sistemi di allerta precoce per eventi climatici estremi, come ondate di calore e incendi boschivi, per garantire che la popolazione sia informata e preparata.

B. Piani di Emergenza
Sviluppare e aggiornare regolarmente piani di emergenza per affrontare situazioni critiche, assicurando che le risorse siano disponibili e che il personale sia adeguatamente formato.

6. Collaborazione con Altri Enti
A. Stabilire collaborazioni con altre amministrazioni locali, enti regionali e nazionali per condividere buone pratiche e risorse, come ,ad esempio, l'istallazione di vasche idriche, i sistemi di allerta ecc. La cooperazione è fondamentale per affrontare le sfide climatiche in modo efficace.

B. Progetti Internazionali
Partecipare a progetti e iniziative internazionali che mirano alla sostenibilità e alla lotta contro il cambiamento climatico, per apprendere da esperienze globali e implementare soluzioni innovative.

Conclusione
Contrastare gli effetti nocivi del cambiamento climatico richiede un approccio integrato e multidisciplinare. I comuni italiani hanno un ruolo cruciale nel promuovere la sostenibilità e la resilienza delle loro comunità. Attraverso strategie mirate, è possibile non solo mitigare gli impatti del cambiamento climatico, ma anche migliorare la qualità della vita dei cittadini e preservare l'ambiente per le generazioni future. La collaborazione, l'innovazione e la sensibilizzazione sono le chiavi per un futuro più sostenibile.
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Immagine: uno dei tanto ulivi distrutti dall'incendio della settimana scorsa a Monte Cornazzano, Capena

I 54 romanzi più belli dell'ultimo quarto di secolo (secondo Cordelli).
22/07/2024

I 54 romanzi più belli dell'ultimo quarto di secolo (secondo Cordelli).

Dopo due casi che hanno fatto discutere — la lista dei cento autori italiani scelti per la Buchmesse e la classifica del «New York Times» che incorona Elena Ferrante — il critico del «Corriere» Franco Cordelli propone le sue preferenze

CALDO SOFFOCANTE: È ORA DI ESSERE LUNGIMIRANTI E DI PENSARE A COME DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINIDi fronte ai climi t...
19/07/2024

CALDO SOFFOCANTE: È ORA DI ESSERE LUNGIMIRANTI E DI PENSARE A COME DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI

Di fronte ai climi tropicali che saremo sempre più costretti a subire cosa si può fare in concreto?

Una prima possibile risposta consiste nell'alberatura degli ambienti urbani.
Ecco alcuni dei principali benefici che comportano gli alberi in città:

A) Vantaggi per la salute (fisica e psicologica) delle persone:

- Miglioramento della qualità dell’aria: gli alberi assorbono inquinanti come il diossido di carbonio, l’ossido di azoto e il particolato, migliorando nettamente la qualità dell’aria (1).

- Riduzione dello stress: la presenza di alberi e spazi verdi può ridurre lo stress e migliorare il benessere mentale delle persone (2).

- Promozione dell’attività fisica: gli spazi verdi ombreggiati incoraggiano le persone a fare esercizio fisico, come camminare, correre o andare in bicicletta (3).

- Promozione della socialità

- Riduzione del calore urbano: gli alberi forniscono ombra e raffreddano l’aria attraverso il processo di evapotranspirazione, riducendo l’effetto “isola di calore” nelle città (1).

- Riduzione della mortalità
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet ha evidenziano come l'alberatura delle città riduca in maniera significativa le morti legate ai picchi di calore (4).

B) Vantaggi per l’ambiente:

- Assorbimento del carbonio: gli alberi assorbono il diossido di carbonio dall’atmosfera, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici (2).

- Conservazione dell’acqua: le radici degli alberi aiutano a trattenere l’acqua nel suolo, riducendo il rischio di inondazioni e migliorando la qualità dell’acqua (3).

- Difesa e miglioramento della Biodiversità: gli alberi forniscono habitat per numerose specie di animali e piante, aumentando la biodiversità urbana (1).

- Riduzione dell’inquinamento acustico: gli alberi possono agire come barriere naturali contro il rumore, riducendo l’inquinamento acustico nelle aree urbane (2).

La presenza degli alberi è fondamentale per creare ambienti urbani più sani e sostenibili. Di fronte al cambiamento climatico in corso omettere di occuparsene sarebbe da irresponsabili.
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Riferimenti:
1: World Economic Forum 2: Trees for Cities 3: Speak for the Trees, Boston 4: https://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/alberi-citta-specie-qualita-aria/ #:~:text=Benefici%20per%20la%20salute%20e%20il%20benessere,la%20natura%2C%20riducendo%20lo%20stress.
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Aspetti tecnici dell'alberatura delle città:
https://www.mondomacchina.it/it/piantare-gli-alberi-nelle-aree-urbane-c3003
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"L'anti-intellettualismo è il culto dell'ignoranza. È stata una costante nella nostra storia politica e culturale, promo...
03/07/2024

"L'anti-intellettualismo è il culto dell'ignoranza. È stata una costante nella nostra storia politica e culturale, promossa dalla falsa idea che la democrazia consiste nel fatto che la mia ignoranza è valida quanto la tua conoscenza".

Isaac Asimov, scrittore, biochimico, divulgatore scientifico statunitense, autore di oltre 500 pubblicazioni

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