29/07/2026
Dopo la sua esibizione è successa una cosa rarissima.
La competizione, per lui, era già finita.
Non perché non fosse all’altezza.
Perché avevamo capito che non aveva più senso mettere in classifica un fuoriclasse.
Il suo spettacolo di ombre cinesi ha mostrato qualcosa che va oltre una grande esibizione: anni di studio, ricerca, mestiere e una padronanza della scena che tutti (direzione artistica, giuria e organizzazione) hanno riconosciuto immediatamente.
Non lo abbiamo tolto dalla gara perché era più bravo degli altri. Lo abbiamo tolto dalla gara perché sarebbe stato ingiusto chiedere agli altri di gareggiare contro un artista che aveva già trasformato il suo talento in mestiere.
Eppure Oscar ha scelto di salire sul palco con la stessa umiltà di chi era alla sua prima esperienza.
Ha accettato di mettersi in gioco, senza privilegi e senza chiedere nulla di diverso dagli altri concorrenti.
Per questo gli è stato assegnato il Premio della Critica “Claudio Brunacci”, dedicato al co-fondatore di Camerino Cabaret.
A consegnarlo è stato Alessandro Brunacci, figlio di Claudio, rendendo quel momento ancora più magico, commovente e significativo.
Ci sono premi che celebrano una classifica.
E poi ci sono premi che riconoscono un percorso, una visione e una vita dedicata all’arte.
Quello di Oscar Strizzi appartiene a questa seconda categoria.
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