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17/05/2026

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14/05/2026
La pittura non è mai stata così scomoda.È morto a 88 anni Georg Baselitz, l’artista che ha avuto il coraggio di capovolg...
03/05/2026

La pittura non è mai stata così scomoda.

È morto a 88 anni Georg Baselitz, l’artista che ha avuto il coraggio di capovolgere le immagini per dirci una cosa semplice: non stiamo davvero guardando.

I suoi quadri non si capiscono subito. E proprio per questo funzionano. Ti obbligano a fermarti, a perdere il controllo, a vedere la pittura prima del soggetto.

In un mondo che vuole tutto immediato, Baselitz ha scelto la difficoltà.

E forse è proprio questo che oggi manca di più.

Non è semplice scrivere queste parole.Perché di solito qui si parla di arte, di artisti, di opere.Si analizza, si raccon...
30/04/2026

Non è semplice scrivere queste parole.

Perché di solito qui si parla di arte, di artisti, di opere.
Si analizza, si racconta, si prova a dare un senso.

Ma oggi no, o meglio non solo.

Oggi quello che sto scrivendo riguarda anche me.
E, in qualche modo, riguarda anche te che stai leggendo.

Ho paura.

Ho paura che il tempo non basti.
Che il corpo, lentamente, smetta di resistere.
Che tutto l’impegno, tutte le parole, tutte le cose che provo a costruire… si scontrino con qualcosa di molto più semplice e molto più duro: il fatto che prima o poi si muore.

Ho paura di non riuscire a lasciare nulla.
Di non avere il tempo per creare qualcosa che resti.
Che ogni parola svanisca, senza che nessuno ne trattenga davvero qualcosa.

E mentre ci pensavo, mi sono accorto di una cosa.

Forse ConnectivArt non può essere solo un posto in cui si parla di arte.
Forse, per essere vero, deve essere il punto in cui l’arte si intreccia con questa paura.

Con la mia.

Con il fatto che ogni cosa che scrivo nasce anche da qui.

Non è facile dirlo in prima persona.
Non è facile esporsi.

Ma se sei arrivato fino a questa riga, allora qualcosa è già successo.

Perché anche se queste parole un giorno spariranno,
in questo momento stanno esistendo dentro di te.

E questo, forse, è l’unico modo reale che abbiamo per restare.

Non per sempre.
Ma abbastanza.

Abbastanza da attraversare un pensiero.
Una giornata.
Un momento.

Qui sotto trovi l'ultimo articolo che ho scritto, spero ti piaccia.

https://www.connectivart.it/larte-e-la-paura-della-morte-una-genealogia-della-finitudine/

Esiste una linea sotterranea che attraversa tutta la storia dell’arte, indipendentemente da epoche, stili o geografie. Non è una corrente riconosciuta,

Non è semplice scrivere queste parole.Perché di solito qui si parla di arte, di artisti, di opere.Si analizza, si raccon...
30/04/2026

Non è semplice scrivere queste parole.

Perché di solito qui si parla di arte, di artisti, di opere.
Si analizza, si racconta, si prova a dare un senso.

Ma oggi no, o meglio non solo.

Oggi quello che sto scrivendo riguarda anche me.
E, in qualche modo, riguarda anche te che stai leggendo.

Ho paura.

Ho paura che il tempo non basti.
Che il corpo, lentamente, smetta di resistere.
Che tutto l’impegno, tutte le parole, tutte le cose che provo a costruire… si scontrino con qualcosa di molto più semplice e molto più duro: il fatto che prima o poi si muore.

Ho paura di non riuscire a lasciare nulla.
Di non avere il tempo per creare qualcosa che resti.
Che ogni parola svanisca, senza che nessuno ne trattenga davvero qualcosa.

E mentre ci pensavo, mi sono accorto di una cosa.

Forse ConnectivArt non può essere solo un posto in cui si parla di arte.
Forse, per essere vero, deve essere il punto in cui l’arte si intreccia con questa paura.

Con la mia.

Con il fatto che ogni cosa che scrivo nasce anche da qui.

Non è facile dirlo in prima persona.
Non è facile esporsi.

Ma se sei arrivato fino a questa riga, allora qualcosa è già successo.

Perché anche se queste parole un giorno spariranno,
in questo momento stanno esistendo dentro di te.

E questo, forse, è l’unico modo reale che abbiamo per restare.

Non per sempre.
Ma abbastanza.

Abbastanza da attraversare un pensiero.
Una giornata.
Un momento.

Su ConnectivArt trovi l’ultimo articolo che ho scritto, spero ti piaccia.

Oggi un nuovo articolo
24/04/2026

Oggi un nuovo articolo

Il mio 2026 inizia da una domanda semplice e scomoda:cosa resta di noi quando le persone che ci erano più vicine smetton...
02/01/2026

Il mio 2026 inizia da una domanda semplice e scomoda:
cosa resta di noi quando le persone che ci erano più vicine smettono di ricordarci?

Il primo articolo dell’anno su ConnectivArt è dedicato a Christian Boltanski e ai suoi archivi anonimi: opere che non celebrano, non consolano, ma certificano che qualcuno è esistito.

Da qui parte una nuova programmazione: arte, musica, cinema, gaming e letteratura raccontati come tracce, assenze, prove di memoria.

Buon anno.
E benvenuti in un 2026 che prova a non dimenticare.

https://www.connectivart.it/christian-boltanski-e-gli-archivi-anonimi/

osservando le opere di Christian Boltanski ho scoperto una cosa disturbante: non serve morire per essere dimenticati.

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