24/07/2026
Cittadini tutti di Bivona e Santo Stefano Quisquina, sorelle e fratelli miei amatissimi,
a voi mi rivolgo con il cuore colmo di un dolore antico e profondo, più pesante del macigno su cui poggiava la mia testa nelle notti di preghiera. Vi parla la vostra Rosalia, colei che prima di trovare rifugio tra i dirupi del Pellegrino ha mosso i suoi passi tra i vostri boschi, ha respirato l'aria pura delle vostre vette e ha cercato il volto del Creatore nel silenzio solenne dei monti delle Rose e della Quisquina.
I miei occhi, che per 12 anni hanno contemplato la bellezza incontaminata di quelle vallate, oggi piangono lacrime di cenere. Vedere le vostre montagne avvolte dalle fiamme, inghiottite da un fuoco devastatore, è una ferita che trafigge nuovamente la mia anima. Quegli alberi secolari che un tempo offrirono ombra al mio pellegrinaggio e riparo alla fauna selvaggia, oggi sono ridotti a scheletri neri. La terra fertile che ha nutrito generazioni con i frutti dolci dell'agricoltura, vanto e vapore della vostra comunità, giace ora arida, soffocata dal fumo e ferita a morte.
Come potete permettere che il tempio del creato venga così deturpato? La natura che vi circonda non è un bene da consumare o da bruciare per incuria, avidità o follia: è un dono sacro, un'eredità affidatavi perché la custodiate e la facciate fiorire per i figli dei vostri figli. Mandare in fumo i boschi significa distruggere le vostre stesse radici, impoverire il vostro futuro e tradire la benedizione che il Cielo ha riversato su queste terre.
La terra grida, l'aria soffoca e la vita stessa indietreggia davanti alla violenza del fuoco. Non siate spettatori indifferenti di questo scempio.
E a voi, che con mani scellerate e cuore indurito avete appiccato il fuoco, mi rivolgo con la fermezza di una madre ferita ma guidata dalla misericordia di Dio: FERMATEVI! Quale guadagno, quale cieco rancore o quale follia può giustificare la distruzione della vita? Sapete davvero cosa state facendo? Non state solo bruciando alberi; state distruggendo la casa di Dio, il lavoro onesto dei vostri fratelli e la speranza dei vostri giovani.
Vi invito con forza alla conversione e al pentimento. Riconoscete il male che avete compiuto, gettate via la scintilla dell'odio e dell'avidità, e chiedete perdono al Signore e alla vostra comunità. Piangete sulle vostre azioni prima che sia troppo tardi, e ripagate il danno dedicando il resto dei vostri giorni a proteggere e a rinverdire ciò che avete tentato di annientare.
Che il Signore illumini le vostre coscienze, protegga i soccorritori e ridia speranza e verde rigoglioso alla diletta città di Bivona e di Santo Stefano Quisquina.
La vostra sorella Rosalia, eremita e protettrice