Giuseppe Bassi & Friends

Giuseppe Bassi & Friends

Domani serale note del mio contrabbasso saranno il tappeto volante per le opere del pittore Paolo Lunanova. Vi aspetto a...
02/05/2024

Domani sera

le note del mio contrabbasso saranno il
tappeto volante per le opere del pittore Paolo Lunanova.

Vi aspetto alla galleria d’arte
Museo Nuova Era
In Bari , nel centro storico ,
Strada dei Gesuiti alle 19:30

Sai caro amico e lettore, mentre sono in tour in Europa con Ute Lemper ( una tra le più importanti artiste del secolo),h...
23/04/2024

Sai caro amico e lettore,

mentre sono in tour in Europa con Ute Lemper ( una tra le più importanti artiste del secolo),
ho trovato il tempo di candidarmi nel mio paesino: Cellamare.

Alcuni colleghi mi hanno chiesto perché.

Mi chiedono se mi conviene. Potrò continuare a essere libero?

Potrò ancora fare arte e cultura nel mondo dopo tanti sacrifici?

Ho risposto così: “anni fa ho deciso di tornare a casa, a Cellamare, su consiglio di mia moglie”.
Perché mai uno come me non può fare una buona politica per il paese in cui vive?

Lei mi convinse a lasciare la nostra casetta a Roma per vivere qui.

In tutti questi anni, abbiamo costruito rapporti di amicizia nel centro storico.

Con le vicine anziane, organizzavamo passeggiate al mare. La mia amata Angelina, Dorina, Nunziella….

Oggi, continuo queste attività di amicizia.

In cambio, le vicine ci insegnano a cucinare piatti del posto.

Questa è solo una parte della mia storia a Cellamare.

Con gli amministratori ho sempre avuto rapporti di rispetto e amicizia e sarà da parte mia, sempre così.

Ho avuto la fortuna di esibirmi diverse volte a Cellamare grazie ai sindaci che l’hanno amministrata, Vurchio, De Santis e Laporta, con cui ho stretto un rapporto di amicizia e vicinanza.

L'emozione di suonare qui supera ogni altra.

Ma sono successe anche brutte cose:
minacce, bullismo, atti vandalici, cattiverie indicibili ( mi uccisero la mia amata gatta).

Cellamare è stata una scuola per me.

Dopo più di vent'anni, decido di mettermi in gioco per cominciare la politica culturale del paese, quella che chiamo “nuova carta civica d’identità “.

Non voglio mai più lamentare la totale assenza di politica della cultura con dimensione artistica e quindi educativa e taumaturgica.

Cellamare non è solo un “dormitorio” ( come ci appellano intorno), ma un luogo di eccellenza sociale in cui le identità devono essere l’identità del paese.

Persone fisiche e persone giuridiche eccellenti, con un nome e cognome da valorizzare al fine di recuperare quella identità nascosta da troppi troppi anni.

Mi propongo di servire la comunità e sostengo, con gratitudine, un giovane sindaco che oggi condivide la mia visione e che ha voluto e saputo ascoltarmi.

Ho esperienza nel sociale e come musicista, e voglio portare bellezza, vera inclusione.

La bellezza è il mondo in cui ho scelto di vivere e conosco bene metodi e strategie di diffusione.

Non mi farò coinvolgere nella politica negativa, quella del bullismo politico quotidiano, propinatoci in televisione, in radio , sui social.

Sogno di promuovere il rispetto, pace, dignità e amore in una piccola comunità dove si riverberano da troppi anni cattivi usi e costumi di dispetto reciproco.

Sembra assurdo in politica, ma artisti come noi possono farlo.

Voglio che la politica della bellezza cambi il paese.

Onorerò il coraggio del sindaco Vurchio nel volermi a suo fianco e la sua stima (reciproca) per me, e mi impegnerò per una comunità più unita con una nuova carta d’identità.

Abbiamo il dovere di ascoltare e rispettare il futuro dei giovani.

Abbiamo il dovere di ascoltare e rispettare la storia dei vecchi.

Abbiamo il dovere di ascoltare e rispettare i sogni mai sognati per dire di amare davvero Cellamare, un paese virtuoso capace di stupire il mondo.
Diamo modo di poter sognare e realizzare i propri sogni a chi abita a Cellamare e a chi si porterà in visita nel nostro meraviglioso “Borgo”.

Se tutto va bene , cinque anni potrebbero essere un buon inizio…

E come disse il più grande politico della storia d’Italia, Antonio La Trippa,
“Se vi vá, io sono quà”
Così faccio pure una rima.
Ciao a tutti

Nel 2016 ebbi già occasione di suonare con Ute Lemper a Mantova , al teatro Bibiena e alla Sinagoga. Appena rientrato da...
20/04/2024

Nel 2016 ebbi già occasione di suonare con Ute Lemper a Mantova , al teatro Bibiena e alla Sinagoga.
Appena rientrato da Auschwitz, ebbi modo di manifestare una mia certa conversione spirituale ad un amico direttore artistico ,Michelangelo Busco, che prontamente riuscì ad inserirmi in un organico che nel marzo 2016 avrebbe per la prima volta suonato le musiche dei campi dì concentramenti tedeschi , scritte da musicisti che furono prigionieri.
Molti di quei musicisti non sopravvissero.

Ute Lemper fu scelta dalla comunità ebraica italiana per interpretare quelle musiche, ed io mi trovai magicamente con lei sul palco.
Furono giorni straordinari in cui sentivo l’importanza del mio ruolo musicale.
Suonavo i bassi di una musica bellissima , a volte struggente, per la melodia intonata da una tra le più grandi interpreti del ventesimo secolo.
Alla fine di quei giorni vissuti con strabordante emozione, Ute mi scrisse una lettera chiedendomi di entrare a far parte della
Sua band.
Io ovviamente accettai senza neanche pensarci.
La mia vita sarebbe cambiata!
La sfortuna volle che qualche giorno dopo ricevetti una telefonata in cui mi si chiedeva veementemente di non accettare l’invito che la Diva mi aveva rivolto.
Vi erano state incomprensioni di natura artistica, nel cui merito non vorrei entrare, che avevano fortemente minato il rapporto della Lemper con la produzione.
Fu la produzione a chiedermi di non accettare.
Io ebbi molta paura e mi ritrassi dall’invito ricevuto.
Scrissi una lettera di scuse a Ute e declinai il suo invito.
Il cuore mi si spezzò….

Avevo perduto il treno della mia vita..

Lei prese atto della mia decisione senza mai farmi domande.
Piansi molto, moltissimo.

Dopo poco più di una settimana mi resi conto di aver fatto il più grande errore della mia vita:
“Un musicista non può farsi ricattare mai , da nessuno. Deve scegliere sempre seguendo il suo cuore, perché solo lui conosce le difficoltà di questa vita in musica”.

Cominciai a scrivere molte lettere a Ute, in cui mi scusavo per la mia scelta errata.
Le confessavo che per lei sarei sempre stato disponibile, e che se lei avesse voluto sarei corso a suonare nell’immediato , rinunciando a tutto.
In ogni lettera manifestavo con passione l’amore per la sua arte e per la sua scelta di vita.

Non ebbi mai risposta, giustamente oserei dire.

Nel 2022 mi trovavo a Berlino, poiché presentavo il concerto Atomic Bass nei giorni in cui speravo che alla Berlinale avessero scelto il documentario di cui fui protagonista e produttore.
Ma ero lì perché stavo pensando di riattivarmi musicalmente dopo che la pandemia aveva ucciso ogni mia attività musicale.
Avevo appena terminato il mio concerto
allo Schlot di Berlino dove il mio amico Andrea Marcelli aveva organizzato una fantastico quartetto.
Tornavo a casa a Schoneberg un po’ stanco, ma felice.
Ero a Berlino , proprio dove aveva vissuto David Bowie.
Così uscì nuovamente di notte sulle tracce di Bowie e Iggy e proprio davanti al Café Neues Ufer, attaccato alla vetrina per scorgere quella atmosfera romantica del duca Bianco, mi arrivò un messaggio sul telefonino :
“Caro Guiseppe ( gli americani scrivono così),
Come stai???
Spero che tu stia bene, mia caro.
Ho un'emergenza perché il mio bassista ha avuto un incidente e si è rotto una spalla. Nessun altro sostituto è disponibile.
C'è qualche possibilità che tu possa suonare con noi il 4 marzo ad Avezzano e il 6 a Lisbona?
Fammi sapere il prima possibile
Tanti auguri a te
Ute”

Ricordo ancora le mie urla di gioia alle 3:00 di notte a Hauptstrasse sotto la
Casa di Bowie.

Secondo me fu lui che mi ha benedetto quella notte.
Da allora , da quando il mio treno passò per la seconda volta , saltai al volo senza se e senza ma.
Oggi sono un musicista felice.

Ieri sera a Kaiserslautern è finita la prima parte del tour europeo.
Oggi due giorni di riposo a Francoforte per poi proseguire per l’Inghilterra.

Sono stati giorni stupendi pieni di emozioni.
Un concerto quello di UTE LEMPER, che non si può dimenticare.

Il pubblico alla fine, in lacrime ed in piedi per applaudire una tra le più grandi artiste degli ultimi 100 anni.

Poter essere al fianco di Ute e condividere il palco con un gigante come Vana Gierig, è certamente un privilegio.
Per questo motivo , provo un costante senso di gratitudine.

Certo, ci sono voluti oramai più di 30 anni di sacrifici e costante impegno nella musica.

Anche decisioni importanti che mi sono costate l’insegnamento per esempio , nel pubblico e nel privato.

Sono infatti uno tra i pochissimi musicisti italiani , che non insegna in conservatorio.
E non sono una star televisiva o un jazzista blasonato.

Per questo motivo le mie scelte devono essere quanto mai calibrate e coerenti nella direzione della dimensione artistica del mio lavoro di musicista.
Scendo molto poco a compromessi che possono attentare a quella statura che ognuno di noi insegue, facendo attenzione a tutte le scelte culturali e artistiche.
Forse questo sentimento di responsabilità è l’unica ragione che riesca a riconoscere.
D’altronde noi musicisti non abbiamo altro che il nostro nome e cognome per garantirci un futuro di sopravvivenza.
Sempre che non arrivi il super
Covid di nuovo.
Ho fatto tante, forse troppe rinunce per proteggere quello che secondo me dovrebbe essere un percorso artistico identitario.
Ho provato anche a vivere senza alcuna certezza nella vita, a volte senza un soldo, pur di cercare di inseguire un sogno e non suonare mai più musica che avesse per significato la mera attività di performer.

Questa in breve la storia che mi ha portato a condividere il palco con una tra le più grandi artiste di tutte i tempi.

Pace e swing a tutti.

Viaggetto quotidiano….
16/04/2024

Viaggetto quotidiano….

Questa sera al Laurin di  Bolzano Con una band eccezionale, presentiamo Atomic Bass. Daniel KarlssonGaetano PartipiloLor...
05/04/2024

Questa sera al Laurin di Bolzano
Con una band eccezionale, presentiamo Atomic Bass.
Daniel Karlsson
Gaetano Partipilo
Lorenzo Tucci
Giuseppe Bassi

Mi viene da pensare che gli uomini di pace siano diventati così rari che dovrebbero essere considerati in via d'estinzio...
31/03/2024

Mi viene da pensare che gli uomini di pace siano diventati così rari che dovrebbero essere considerati in via d'estinzione.
Ma guarda caso, lo stesso vale per le donne di pace.
Gli uomini sembrano essere i campioni delle guerre, quelle famose, che fanno scalpore ovunque.
Le donne, beh, partecipano anche loro, ma almeno sono in minoranza (meno male, diciamo). Poi ci sono tutte le altre guerre, di ogni forma e fattura. Le guerre con tanto di odio e maledizioni varie: litigi condominiali per il cane che abbaia, dispute tra marito e moglie per banalità assurde, scontri tra politici che sembrano preferire mandarsi a quel paese anziché fare qualcosa di costruttivo. Insomma, ci sono così tante guerre che il mondo sembra strariparne.
Basta una piccola comunità di persone e... boom, ecco una guerra.
È come se la guerra fosse insita nell'umanità stessa, come se non potessimo fare a meno di eliminare gli altri per conquistare il nostro spazio, di qualsiasi tipo esso sia.
Per esempio, vi racconto di un prete a Bari che suona le campane a ripetizione, ogni 10 o 15 minuti al giorno. Chi vive nelle vicinanze non può concentrarsi su nulla, nemmeno sulle attività artistiche o professionali. La guerra che ha scatenato nel cuore della comunità è subdola e psicologica.
E che dire del bullismo politico?
I politici sembrano essersi appropriati del linguaggio del bullismo, insultandosi a vicenda con un odio mai visto prima, scavando nelle debolezze di ogni individuo. Le guerre tra politici sono tanto violente e piene d'odio quanto ipocrite le loro dichiarazioni di pace.
C'è tanto odio là fuori e dentro le nostre case che le persone sembrano ammalarsi senza un motivo apparente, ma il motivo c'è ed è il veleno dell'odio stesso.
Eppure, il più cattivo di tutti sembra essere esaltato e seguito come se fosse un grande condottiero verso la pace e la libertà, lasciando dietro di sé solo dolore e distruzione.E ancora oggi non c'è spazio per una tregua.
Non vedrai mai candidati politici di fazioni opposte stringersi la mano, un gesto che sembra troppo misero per essere compiuto.
Ma dentro le nostre case, c'è ancora l'amore di una madre che ci copre con le coperte e ci dà il bacio della buonanotte.
Il concetto di pace sembra così effimero e falso, perché non comincia mai da noi stessi.
Siamo i primi a non tendere la mano per chiedere la pace. Se solo il prete uscisse stamattina e proponesse di suonare le campane solo due volte al giorno, sarebbe un inizio.
Se il politico al bar ci sorridesse e ci chiedesse scusa per il dolore che ha causato, sarebbe un giorno meraviglioso.
E se ognuno di noi facesse anche solo un piccolo gesto di pace oggi, sarebbe stupendo.
E magari riusciremmo a farne un altro domani, e il giorno dopo ancora.
Buona Pasqua a tutti, sempre con pace e allegria. Che la pace e il ritmo ci accompagnino sempre!

Il Jazz, una miscela di ritmo, linguaggio e storia, incarna verità, sincerità e scelte di vita personali che lo elevano ...
14/03/2024

Il Jazz, una miscela di ritmo, linguaggio e storia, incarna verità, sincerità e scelte di vita personali che lo elevano al di là della musica stessa. Suonare Jazz non è solo eseguire note, ma abbracciare una filosofia di vita.

Lew Tabackin, mio caro amico, incarna questo spirito, trasmettendomi l'amore e l'autenticità del Jazz.

Un plauso speciale a Emmet Cohen, giovane musicista straordinario, che collega le generazioni attraverso le regole espressive e le convenzioni che rendono il Jazz un'arte senza tempo, capace di incantare chiunque vi si avvicini.
C’è fiducia , c’è rispetto, c’è amore in questa musica.

Un sincero grazie alla mia amica Silvia Manco che oggi ha voluto lasciarmi attaccato a questo bellissimo video che mi fa tornare la voglia di suonare il Jazz.

Streaming from: Facebook.com/heyemmetSign-up for Emmet’s Place Education:https://emmetcohen.com/educationSubscribe to Newsletter: https://emmetcohen.com/cont...

Un bacio alla donna della vita. Quando ero bambino, mio padre mi insegnò a tenere le mani basse, a non impiegarle nei li...
08/03/2024

Un bacio alla donna della vita.

Quando ero bambino, mio padre mi insegnò a tenere le mani basse, a non impiegarle nei litigi infantili per motivi futili e spesso non del tutto innocenti. Una fanciulla, poi….
-papà proclamava: "Una donna, simile a un fiore, non si tocca neanche con un fiore ".

È meraviglioso far parte di una generazione cresciuta con tale sensibilità, poiché persisto nel credere che la notizia più orribile del giorno sia la violenza maschile perpetrata contro una donna. Un racconto che speriamo di non udire mai, ma che, sfortunatamente, trova spazio nelle cronache nere, ogni sacrosanto giorno.

Nessuno si preoccuperà mai di narrare come in questa giornata, grazie a questa giornata, fioriscano gli amori, si ristabilisca la pace, ci si coccoli reciprocamente, le case e i cuori emanino profumo di mimosa, i baci degli innamorati siano dolcissimi e gli amori si riscaldino. Sperimentiamo un antico sentimento di cavalleria che ci regala un'ebbrezza di amore e rispetto nel dedicare un pensiero speciale alle "nostre" donne e, di conseguenza, a tutte le donne del mondo.

Agli uomini, la vita concede ancora di perseguire una nobiltà trasmessa dai saggi nonni e genitori in un'atmosfera che tende a demonizzare i comportamenti maschili. Tuttavia, le soluzioni proposte restano spesso sterili e puerili di fronte a una violenza che, giorno dopo giorno, si insinua sempre più morbosa nelle nostre case e anime attraverso notizie che, a mio avviso, rivelano tendenze censorie e accusatorie nei confronti del genere maschile.
La notizia a volte è anche strumento.

Così, come oggi celebriamo la festa della donna, poiché essa non è solo femmina ma anche pensiero e infinito femminino, che oggi sia anche la festa dell'uomo, che si riconosce nell'amore per la sua donna e per colei che inizia ad ammirare e a cercare di comprendere sin da bambino.

In questa giornata tutto si colora di rosa, non solo perché lo stereotipo può essere innocente, ma soprattutto perché mi piace immaginare una dimensione di principi e principesse, di eroi maschili e femminili del proprio tempo e spazio, come canta Bowie in un capolavoro di poesia musicale senza pari, ispirato proprio dall’immagine che gli fu concessa di un principe e della sua principessa, eroi senza tempo.

Così, molteplici auspici a tutte le donne del globo, o quantomeno a colei che ancor ama ricevere i beneauguranti in un giorno così beato, simile a quell'albero o a quel fiore che sorge sulle ceneri di un esile corpo inerte.
Sarebbe stupendo che ogni giorno sia vissuto con questo spirito, ma , fosse anche un minuto solo , sarebbe il più bel minuto della nostra vita.
Auguri a voi tutte , donne “del” mondo,
Prima che anche di questa giornata si perda ogni memoria.

Non posso sopportare più il cliché dei "due sposini di Cellamare". Mi infastidisce che, dopo quattro decenni e un'interv...
10/02/2024

Non posso sopportare più il cliché dei "due sposini di Cellamare".

Mi infastidisce che, dopo quattro decenni e un'intervista giovedì pomeriggio, un collega scherzoso mi abbia mandato oggi quel dannato video in cui Cellamare viene menzionata ripetutamente.
Non perché l'antica intervista manchi di dolcezza e allegria, ma perché il mondo sembra ignorare completamente l'esistenza artistica di Cellamare, tranne per il mio mestiere di girare per il mondo rilasciando interviste e dichiarazioni e per l'impegno di una giovane associazione vicino al borgo antico, che da quasi un anno sta promuovendo alcuni prodotti del territorio come un olio e un amaro a nome Cellamare.

Io, un modesto personaggio pubblico nella musica colta, cerco di far capire chi sono, sperando di continuare ad elogiare il mio paese senza provare disgusto quando sento dire: "Cellamare? Ahh, i due sposini?" Gli sposini vanno bene, ma ci vuole qualcos'altro altrettanto potente e attraente.

Esprimo il desiderio che le future politiche, di qualsiasi amministrazione, si concentrino sullo sviluppo artistico-culturale della società nel mondo.
Non solo per vantarsene, ma per elevare il livello
di civilizzazione del territorio, con la conseguente crescita di educazione civica e di cambiamento dei comportamenti incivili.

Sono un musicista di professione e non posso fare a meno di sostenere l'idea di crescita e di schierarmi sempre a favore dello sviluppo artistico. È parte integrante della mia stessa esistenza.

In un solo scatto tanta         e   ... Luigi Rana Giuseppe Bassi Biagio Cistulli Mimmo's Mouthfuls
07/02/2024

In un solo scatto tanta e ...
Luigi Rana Giuseppe Bassi Biagio Cistulli Mimmo's Mouthfuls

Nel 2019 andai in Giappone in aprile e in novembre. Mi fermai per circa tre mesi in tutto. Componevo musica senza mai fe...
04/02/2024

Nel 2019 andai in Giappone in aprile e in novembre. Mi fermai per circa tre mesi in tutto.

Componevo musica senza mai fermarmi.
Mentre camminavo per strada , nella foresta , in riva al mare , mi venivano sempre melodie in testa.
Le registravo canticchiandole sul telefonino.
Poi tornavo in Hotel e le riportavo su carta.

Una di queste melodie è Odaka.

Il paese che mi ispirò amore per questa terra e per queste persone.

Kajuto Sugeeta
è un grande artista, pittore, video maker, poeta, che comprese il potere della musica nel legarla ad alcune immagine che documentano questo viaggio. Ancor oggi Odaka è quasi deserta per via della sua estrema vicinanza alla centrale atomica di Fukushima , ma anche per la vicinanza all’oceano.
Molte famiglie abbandonarono le loro case , che sono ancora lì.

Lo scrittore Antonio Moscatello, il mio amico , Antonio Moscatello, scrisse un testo che descrive Odaka e cosa si vive adesso.

Buona visione.

福島県南相馬市小高区、福島第一原発20km圏。小高を愛するイタリア人ベーシスト、ジュセッペ・バッシィのアルバム「atomic bas」(2020)より「ODAKA」♪double bass GIUSEPPE BASSIpiano SUMIRE KURIBAYASHIsoprano sax & queno JAVI...

Relatore a Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani- Roma:”Il Valore della Cultura”Certo,  parlare davanti a scienz...
19/01/2024

Relatore a Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani- Roma:”Il Valore della Cultura”

Certo, parlare davanti a scienziati della Lingua italiana non è per me cosa facile.
Ma l’amico scrittore e giornalista Antonio Moscatello mi controlla a dovere ed è pronto rifilarmi una scalciata sullo stinco , alla prima coniugazione sbagliata.
Mi sono difeso bene e come sempre , è stato un gran successo.

Ebbene, Il contrabbasso e il mio mestiere mi hanno portato anche qui

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