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24/12/2025
Buon onomastico a chi porta il nome di Lorenzo/a.  〽️⛱️ Sabato 10 Agosto 2024💫 San Lorenzo - Diacono e Martire - Festa🌟 ...
10/08/2024

Buon onomastico a chi porta il nome di Lorenzo/a.


〽️⛱️ Sabato 10 Agosto 2024

💫 San Lorenzo - Diacono e Martire - Festa

🌟 Pace a te e famiglia

📖🕯️Il Vangelo del giorno con i suoi preziosi commenti tratti da "Il Granellino 🌱" e "La Parola si fa Preghiera 📖🙏🏻🧎🏻‍♂️"

✨ Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

📖🕯️ Dal Vangelo secondo Giovanni

(Gv 12,24-26)

In quel tempo, ✨ Gesù disse ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico:

se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.

Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

🙏🏻 Parola del Signore

📖🕯️ La Parola del Vangelo cancelli i nostri peccati.

📖✨📖

IL GRANELLINO 🌱

(Gv 12,24-26)

Amare è morire.

È morire al proprio io.

Il nostro io non vuole morire al peccato di superbia.

Come si manifesta la superbia?

Se ti senti migliore degli altri, sei superbo.

Se disprezzi chi non è come te, sei superbo.

Se non chiedi perdono per aver fatto soffrire qualcuno, sei superbo.

Se ti rifiuti di perdonare, sei superbo.

Se non chiedi aiuto nelle tue necessità, sei superbo.

Se credi che il bene che fai è grazie alle tue capacità umane, sei superbo.

E 🌟 Dio umilia i superbi.

Il nostro io non vuole morire al peccato dell'avarizia.

Se non dividi quel poco o molto che hai con chi non ha niente, sei avaro.

Se vuoi accumulare danaro solo per te stesso, sei avaro.

Se presti danaro con interesse, sei avaro.

Gli avari vivono e moriranno con il volto diffuso di tristezza.

🌟 Dio ama chi dona con gioia.

Il nostro io rifiuta di morire al peccato della violenza.

Non vogliamo essere sottomessi a nessuno.

Pensiamo che con la prepotenza possiamo ottenere tutto e avere un dominio su tutti.

Pensiamo stoltamente che i miti sono deboli.

Ma 🌟 Dio ama i mansueti e dà loro il potere soprannaturale di conquistare il ❤️ cuore umano.

Il nostro io non vuole morire al peccato dell'egoismo.

Io esisto e nessun altro.

Io posso dare fastidio per stare comodo ma guai a chi si permette di scomodarmi.

Tutti devono essere pronti a ve**re incontro ai miei bisogni, ma i bisogni degli altri non mi interessano.

Imitiamo 💫 San Lorenzo martire, il quale,per amore di ✨ Gesù Cristo, dimentica se stesso per mettersi a servizio non dei ricchi e dei potenti di questo 🌍 mondo, ma dei poveri che il mondo scarta.

Nonostante che siano passati molti secoli dalla sua morte, viene ricordato come un grande benefattore dell’umanità.

L'io senza 🌟 Dio è la rovina della società.

L'io con 🌟 Dio fa grandi cose.

🙏🏻 Amen. Alleluia.

🕯️✍🏻 P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti

⛪ Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

📖✨📖

LA PAROLA SI FA PREGHIERA 📖🙏🏻🧎🏻‍♂️

(Gv 12, 24-26)

Nella vita, prima o poi, arriva il momento in cui si stabilisce una certa serenità.

Le difficoltà si sono appianate, si è contenti della propria posizione e del proprio stato.

La vita ti sorride e ti appare bella e piena di promesse per l'avve**re.

Vorresti non sentire parlare più del dolore né di lutti né di problemi.

Qualche volta il 🌟 Signore ti lascia per molto tempo in questo porto tranquillo.

Ma è l'eccezione.

Normalmente ti viene vicino, ti scuote e ti dice:

"Alzati, prendi la tua croce!"

e ti butta nel vortice della vita, tra prove, contraddizioni, malattie...

Allora sei costretto a fare salti mortali per far quadrare i conti; oppure ti tocca andare in ospedale al capezzale di un familiare; o ti senti tradito nell'affetto più caro e sei avvolto dal buio dell'incertezza.

Comunque, ogni giorno c'è un Calvario da scalare ❤️.

🙏✍🏻 Don Nikola Vucic

Gianni 🙏🏻🧎🏻‍♂️ Medjugorje nel ❤️ cuore.

Dal web
27/07/2024

Dal web

05/05/2024

Sicuramente tanti giá sapranno cosa fare ma……….Vale la pena sapere cosa fare in caso di infarto mentre se sei solo o alla guida. Ci avete mai pensato ❤️ Quando sei solo e hai un infarto. Cosa farai allora? Un post raramente valido che non può essere condiviso abbastanza spesso:
1. Prenditi una pausa di 2 minuti e leggi questo: Diciamo che sono le 17:25 e stai tornando a casa dopo una giornata di lavoro insolitamente dura.
2. Sei davvero stanco e frustrato. All'improvviso ti fa male il petto. Stanno iniziando a irradiarsi nel braccio e nella mascella. Sembra di essere pugnalati al petto e al cuore. Sei a pochi chilometri dall'ospedale o dalla casa più vicina. 3. Purtroppo non sai se riuscirai a farcela.
4. Forse hai seguito un corso di RCP, ma la persona che ha tenuto il corso non ti ha spiegato come aiutarti.
5. Come sopravvivi a un attacco di cuore quando sei solo? Una persona che si sente debole e con tachicardia forte ha solo circa 10 secondi prima di perdere conoscenza.
6. Ma puoi aiutarti tossendo ripetutamente e con forza! Respiri profondi prima di ogni tosse. La tosse dovrebbe essere ripetuta ogni secondo fino all'arrivo in ospedale o finché il cuore non riprende a ba***re normalmente.
7. La respirazione profonda fornisce ossigeno ai polmoni e i movimenti della tosse stimolano il cuore e la circolazione sanguigna. La pressione cardiaca aiuta anche a ripristinare un battito cardiaco normale. Ecco come le vittime di arresto cardiaco possono arrivare in ospedale per le giuste cure
8. I cardiologi affermano che se qualcuno riceve questo messaggio e lo trasmette a 10 persone, possiamo aspettarci di salvare almeno una vita. 9. PER LE DONNE: dovresti sapere che le donne hanno sintomi aggiuntivi e diversi. Raramente avvertono un dolore schiacciante al petto o dolore alle braccia. Spesso soffrono di indigestione e senso di oppressione sulla schiena in corrispondenza della linea del reggiseno, oltre ad affaticamento improvviso. Invece di postare barzellette, contribuisci a salvare vite umane diffondendo questo messaggio. ❤️ COPIA (tieni premuto il dito, clicca sul testo e seleziona copia, vai alla tua pagina e dove normalmente vuoi scrivere, seleziona nuovamente il dito e incolla) Ottimo a sapersi!!

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06/07/2023

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LA VERA STORIA DELLA BEFANA...(Fiaba di Don Giampaolo Perugini)In un villaggio, non distante da Betlemme, viveva una gio...
06/01/2023

LA VERA STORIA DELLA BEFANA...
(Fiaba di Don Giampaolo Perugini)

In un villaggio, non distante da Betlemme, viveva una giovane donna che si chiamava Befana. Non era br**ta, anzi, era molto bella e aveva parecchi pretendenti. Però aveva un pessimo caratteraccio, era molto egoista e non aveva mai aiutato nessuno, questo suo modo di comportarsi con gli anni, la rendeva sempre più acida e cattiva, tanto che in paese avevano cominciato a soprannominarla “la strega”. Quando non puliva la casa con la sua scopa di paglia, si sedeva e faceva la calza. Ne faceva a centinaia. Non per qualcuno, naturalmente! Le faceva per se stessa, per calmare i nervi e passare un po’ di tempo visto che nessuno del villaggio veniva mai a trovarla, né lei sarebbe mai andata a trovare nessuno. Era troppo orgogliosa per ammettere di avere bisogno di un po’ di amore ed era troppo egoista per donare un po’ del suo amore a qualcuno. Quando aveva settant’anni, una carovana giunse nel paese dove abitava, venivano dal lontano oriente, e vi erano dei Re. Si accamparono nel villaggio prima di riprendere il viaggio verso Betlemme. Era la sera prima del 6 gennaio. La vecchina sentì bussare alla porta. Chi poteva essere? Nessuno aveva mai bussato alla sua porta, andò ad aprire e si trovò davanti uno di quei re. Era molto bello e le fece un gran sorriso: “Buonasera signora, posso entrare?”. Befana rimase sorpresa da questa situazione e, non sapendo cosa fare, prima ancora che potesse ragionare, rispose: “Prego, si accomodi”. Il re le chiese gentilmente di poter dormire in casa sua per quella notte e Befana non ebbe il coraggio di dirgli di no. Quell’uomo era così educato e gentile con lei che si dimenticò per un attimo del suo caratteraccio. Il re le parlò del motivo per cui si erano messi in viaggio. Andavano a trovare il bambino che avrebbe salvato il mondo dall’egoismo e dalla morte. Gli portavano in dono oro, incenso e mirra. “Vuol ve**re anche lei con noi?”. “Io?!” rispose Befana.. “No, no, non posso”. In realtà poteva ma non voleva. Non si era mai allontanata da casa. Tuttavia era contenta che il re glielo avesse chiesto. “Vuole che portiamo al Salvatore un dono anche da parte sua?”. Questa poi… Lei regalare qualcosa a qualcuno, per di più sconosciuto. Però le sembrò di fare troppo br**ta figura a dire ancora di no. E durante la notte mise una delle sue calze, una sola, dove dormiva il re magio, con un biglietto: “per Gesù”. Passarono trent’anni. Befana ne aveva appena compiuti cento. Era sempre sola, ma non più cattiva. Quella visita inaspettata, la sera prima del sei gennaio, l’aveva profondamente cambiata. Anche la gente del villaggio nel frattempo aveva cominciato a bussare alla sua porta. Dapprima per sapere cosa le avesse detto il re, poi pian piano per aiutarla a fare da mangiare e a pulire casa, visto che lei aveva un tale mal di schiena che quasi non si muoveva più. E a ciascuno che veniva, Befana cominciò a regalare una calza. Erano belle le sue calze, erano fatte bene, erano calde. Befana aveva cominciato anche a sorridere quando ne regalava una, e perciò non era più così br**ta, era diventata perfino simpatica.
Nel frattempo dalla Galilea giungevano notizie di un certo Gesù di Nazareth, nato a Betlemme trent’anni prima, che compiva ogni genere di miracoli. Dicevano che era lui il Messia, il Salvatore. Befana capì che si trattava di quel bambino che lei non ebbe il coraggio di andare a trovare. Ogni notte, al ricordo di quella notte, il suo cuore piangeva di vergogna per il misero dono che aveva fatto portare a Gesù dal re magio: una calza vuota... una calza sola, neanche un paio! Piangeva di rimorso e di pentimento, ma questo pianto la rendeva sempre più amabile e buona.
Poi giunse la notizia che Gesù era stato ucciso e che era risorto dopo tre giorni. Befana aveva allora 103 anni. Pregava e piangeva tutte le notti, chiedendo perdono a Gesù. Desiderava più di ogni altra cosa rimediare in qualche modo al suo egoismo e alla sua cattiveria di un tempo. Desiderava tanto un’altra possibilità ma si rendeva conto che ormai era troppo tardi.
Una notte Gesù risorto le apparve in sogno e le disse: “Coraggio Befana! Io ti perdono. Ti darò vita e salute ancora per molti anni. Il regalo che tu non sei venuta a portarmi quando ero bambino ora lo porterai a tutti i bambini da parte mia. Volerai da ogni capo all’altro della terra sulla tua scopa di paglia e porterai una calza piena di caramelle e di regali ad ogni bambino che a Natale avrà fatto il presepio e che, il sei gennaio, avrà messo i re magi nel presepio. Ma mi raccomando! Che il bambino sia stato anche buono, non egoista... altrimenti gli metterai del carbone dentro la calza sperando che l’anno dopo si comporti da bambino generoso”. E la Befana fece così e così ancora sta facendo per obbedire a Gesù.
Durante tutto l’anno, piena di indicibile gioia, fa le calze per i bambini... ed il sei gennaio gliele porta piene di caramelle e di doni.
È talmente felice che, anche il carbone, quando lo mette, è diventato dolce e buono da mangiare.

24/11/2022

Una rimonta da urlo per il Giappone che all'esordio in Qatar supera per 2-1 la Germania. Un successo inaspettato che sui social ha ridato vita al famoso cartone animato Holly e Benji.

In un episodio della serie, infatti, la nazionale giapponese - seppur a livello giovanile - vince proprio contro i favoriti tedeschi laureandosi campione del mondo. Certo, questa era solo la prima gara del girone ma sui vari canali social gli utenti sono letteralmente impazziti riportando alla memoria le prodezze di Holly e Benji, intramontabili per tutti i bambini cresciuti guardando il cartone animato alla tv 📺 🇯🇵

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