19/02/2026
Arte a colpi di Mouse – Parte 2: La fluidità impossibile
Il viaggio nel mio archivio continua e facciamo un piccolo salto in avanti: siamo nel 2010.
Dopo il caos grafico del primo post, oggi voglio mostrarvi un lato diverso dei miei esordi: la ricerca della morbidezza.
Creare forme organiche, bolle e trasparenze con un mouse è stata una delle sfide tecniche più grandi di quel periodo.
Senza la sensibilità di una penna digitale, ogni curva doveva essere "scolpita" con pazienza, pixel dopo pixel.
Ecco le due opere di oggi:
1️⃣ Fusione (2010): Un’esplosione di forme che sembrano fluttuare. Qui la sfida era far interagire i colori pastello e le trasparenze, cercando di dare profondità a un mondo bidimensionale. Click dopo click, ho cercato di rendere queste forme leggere, quasi vive.
2️⃣ Gocce (2010): In questa versione monocromatica, ho tolto il colore per concentrarmi esclusivamente sulle luci e sulle ombre. Volevo vedere se riuscivo a trasmettere la sensazione di una superficie bagnata o della rugiada usando solo la scala di grigi e il puntatore del mouse.
In un'epoca in cui l'IA genera queste texture in un istante, guardare questi lavori mi ricorda quanto fosse terapeutico "sentire" ogni singola forma nascere sotto la mano. Imperfette, ma totalmente autentiche.
Quale delle due vi colpisce di più? La vivacità di Fusione o l'eleganza di Gocce?
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