22/11/2017
Biancospino con frutti...che ve ne pare ?
“Tu sei il cespuglio di biancospino:
in primavera ti vesti di bianco,
al tempo della raccolta sei vestito di rosso sangue.
Tu raccogli la lana della pecora che passa sotto di te,
allo stesso modo, porta via da questo iniziato,
che cammina attraverso il cancello [della tua siepe],
ogni male, impurità e collera degli dèi.”
Preghiera ittita risalente al 1500 a.C. (la prova più antica della venerazione del biancospino).
Presso i Celti il biancospino veniva chiamato Huath, che significa “terribile”. Questo nome richiamava lo spavento, il timore reverenziale verso ciò che è sconosciuto e che possiede un’energia magica molto potente. Non a caso l’albero era considerato la dimora segreta delle fate, degli spiriti del bosco e delle entità che abitano i mondi incantati, le quali potevano mostrarsi giocose e benevole verso coloro che le trattavano con rispetto, ma anche terribilmente ostili e dispettose verso coloro che non si curavano di loro, o peggio, le offendevano. Per questo il biancospino era molto onorato ed era assolutamente vietato abbatterlo. Coloro che volevano coglierne i rami avrebbero potuto farlo solamente la mattina di Beltane, perché solo in quel momento le fate avrebbero concesso di prenderne la quantità desiderata senza arrabbiarsi.
La presenza del biancospino sulla cima di una collina, inoltre, indicava che quel sacro luogo era popolato dalle creature magiche, e che forse poteva essere un accesso segreto all’Altromondo, alle dimensioni sovrasensibili ove è possibile ottenere la Conoscenza trascendente.
Ancora oggi si fa molta attenzione nel passare accanto a tre alberi di biancospino disposti a formare un angolo acuto, perché si pensa che essi sprigionino un potere magico molto forte, e probabilmente anche molto pericoloso.