04/06/2026
Aerolinee Siciliane doveva decollare il 31 maggio, con voli da Palermo e Catania verso Milano e Bergamo. Il decollo, però, non c’è stato. Secondo il reportage di PalermoToday, firmato da Giuseppe Bonaccorsi per Dossier, il progetto si sarebbe fermato prima ancora di arrivare davvero in pista.
Il punto non è soltanto il rinvio. Erano stati annunciati voli, tariffe da 59 a 79 euro, un accordo con la maltese 4 Airways e un Boeing 737 come macchina di partenza. Sempre secondo PalermoToday, alcuni biglietti sarebbero stati anche venduti, anche se dalla compagnia si parla di “una decina”.
Poi qualcosa si è rotto. Il sito è finito in manutenzione, le prenotazioni si sono fermate, il 737 non si è visto a Fontanarossa. PalermoToday racconta di avere chiamato il call center fingendosi cliente e di avere parlato con Luigi Crispino, patron di Aerolinee Siciliane. La spiegazione riportata riguarda la mancanza di garanzie sulla fornitura di carburante.
La parte più surreale arriva dentro la società. Secondo il reportage di PalermoToday, in assemblea sarebbe esploso uno scontro tra Crispino e Claudio Melchiorre, socio ed ex figura apicale del progetto. Melchiorre sostiene di essere stato aggredito perché contrario alla liquidazione della società. Crispino, sentito da PalermoToday, avrebbe confermato lo schiaffo con una frase diventata il simbolo della vicenda: “ci ammiscai un timpuluni”.
Non siamo più davanti soltanto a una compagnia annunciata e mai partita. Siamo davanti a un progetto che voleva presentarsi come risposta al caro voli e che, secondo PalermoToday, è finito tra sito fermo, prenotazioni sospese, ipotesi di liquidazione, accuse reciproche e perfino uno schiaffo.
La Sicilia ha un problema reale: collegamenti costosi, stagionalità, dipendenza da pochi grandi vettori. Proprio per questo ogni annuncio andrebbe guardato con attenzione. Una compagnia aerea non nasce con un logo, un post o una promessa identitaria. Nasce quando vola davvero.
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