23/05/2026
Oggi il silenzio ha il peso della memoria.
Nel giorno in cui ricordiamo Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta caduti nella Strage di Capaci, ho scelto di affidare alla poesia ciò che le parole comuni spesso non riescono a contenere.
Non un ricordo retorico, ma il tentativo di custodire un’eredità fatta di coraggio, fede nella giustizia e piccoli gesti quotidiani capaci di formare uomini onesti.
Ci sono vite che continuano a parlare anche dopo il silenzio.
E ci insegnano, ancora oggi, a camminare a testa alta.
GRAZIA DI DIO
Quando già il nome racchiude quella missione,
tu che hai vissuto per combattere la corruzione,
in quella città natale,
hai servito in maniera quanto più magistrale,
per restituire a tutta l’isola,
una dignità che stimola.
Breve e intenso il cammino terreno,
con la morte ben concepita,
che, nonostante la mia giovane età,
mi lasciò basita.
Con il tempo cosa mi resta?
Delle foto con quel sorriso e già mi basta.
Dai racconti l’attesa di sorella morte,
che da pari ti ha aperto le porte.
Come mamma mi insegni che dai piccoli gesti
possiamo crescere uomini onesti.
Come donna, grazie al tuo esempio,
cammino a testa alta con sguardo ampio
per poter vedere il buono nelle persone.
Un esempio di fede e passione,
e come un arco la freccia scocca,
io porto nel mio vissuto,
forse il tuo più grande contributo.
(L. Pace)