07/11/2017
Godiamoci ogni singolo attimo di questa squadra, senza ansie, senza vittimismi, senza piangersi addosso. Godiamoci questo percorso, la strada la conosciamo.
Noi ci crediamo.
Ci crediamo da sempre, da quando siamo nati, da quando decidemmo di iniziare questa avventura, a pochi giorni dalla cessione del miglior giocatore del campionato alla squadra più forte e più odiata. In quei giorni in cui al Napoli e alla Napoli che vive e respira calcio ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, restava una sola speranza, una sola luce: Maurizio Sarri.
Ci crediamo perché crediamo nei sogni, crediamo nel lavoro, crediamo nel riscatto. Ci crediamo perché lo scudetto, la presa del palazzo, potrebbe essere una delle ultime favole di un calcio che ha perso aderenza alla realtà. Crederci, però, non significa ignorarla, la realtà. Una realtà fatta di denaro e di investimenti, raccontata dal più grande che mangia il più piccolo. Il Napoli non ha la forza economica necessaria per vincere lo scudetto, lo sappiamo. Il Napoli però ha la forza delle idee del suo allenatore, la ferrea determinazione dei suoi giocatori, che da più di un anno stanno costantemente andando oltre i propri limiti.
“Il Napoli deve vincere”, “se non lo vince quest’anno, non lo vince più”, dicono. Non è così. Il Napoli ha la possibilità di vincere il campionato, perché ha raggiunto una consapevolezza tale nei propri mezzi che gli ha consentito di raccogliere 97 punti nelle ultime 38 partite di serie A (le ultime 26 della scorsa stagione e le prime 12 di quella attuale). Per vincere, però, tutto deve girare nel verso giusto e due crociati che saltano in poco più di un mese non aiutano. Ma questo non può e non deve arginare la forza di questo sogno.
È necessario che l’ambiente si compatti e spinga questo allenatore e i suoi ragazzi a fare la storia. E che lasci da parte le infinite, sterili e stucchevoli discussioni sul turnover, sulle scelte, sui minutaggi, sulla rosa, sul costante impiego di un Hamsik che fatica a ritrovare se stesso. Soprattutto, è surreale e autolesionistico farlo dopo dieci vittorie e due pareggi in dodici giornate. Maurizio Sarri ha sbagliato e continuerà a sbagliare, ma è l’uomo che ha reso possibile tutto ciò, che ha messo un intero popolo nelle condizioni di credere in in questo sogno.
Godiamoci ogni singolo attimo di questa squadra, senza ansie, senza vittimismi, senza piangersi addosso. Godiamoci questo percorso, la strada la conosciamo.