Ileana Artescrittura

Ileana Artescrittura « Nella continua ricerca della storia e della tradizione, il mio dialogo con la modernità. »
🎨Iscrizioni aperte Corsi 2025/26
📌 Spazio Polus, Balerna

Progetto Arcana è lieto di annunciare un nuovo, affascinante appuntamento.Il 10 ottobre, Giorgio Baietti ci condurrà tra...
09/08/2026

Progetto Arcana è lieto di annunciare un nuovo, affascinante appuntamento.

Il 10 ottobre, Giorgio Baietti ci condurrà tra i misteri di Rennes-le-Château e l’enigmatica storia del popolo Cataro, sulle tracce di vicende, simboli e interrogativi che ancora oggi continuano ad affascinare.

Ingresso libero. È gradita la prenotazione per motivi organizzativi.

07/08/2026
L’estate regala anche il piacere di rallentare. Un momento all’ombra, una sera tranquilla o qualche ora sotto l’ombrello...
25/06/2026

L’estate regala anche il piacere di rallentare. Un momento all’ombra, una sera tranquilla o qualche ora sotto l’ombrellone possono diventare l’occasione perfetta per immergersi in una storia.
Per questo ho deciso di riproporre alcune delle brevi storie che ho scritto negli anni: racconti da leggere in poco tempo, ma capaci, spero, di lasciare un’emozione, uno spunto di riflessione o semplicemente un piacevole momento di evasione. Buona lettura! ☀️📖

“SMILE” DEL PORTO
di Ileana Benati Mura

Smile era una presenza costante al molo 5, quello dove attraccano i traghetti.
Smile era un senzatetto e quel nomignolo inglese gli era stato dato con crudele ironia, anni prima, da un gruppo di ragazzotti irriverenti per via di una profonda cicatrice che, deturpandogli il viso, gli piegava l’angolo della bocca in una sorta di sorriso ironico.
Trascorreva le sue giornate su una panchina del molo, lo sguardo verso il mare…ma non era uno sguardo perso nell’infinito dell’orizzonte: i suoi occhi erano vigili, a volte pensierosi, a volte sereni… la sua mente era in continuo fermento, elaborava pensieri che Smile non desiderava condividere con i suoi simili. I traghetti attraccavano e ripartivano, vomitando sul molo frotte di turisti distratti che passavano accanto alla panchina senza vedere quell’uomo “invisibile” che ricambiava con la stessa indifferenza la loro cecità.
Quale circostanza avesse condotto “Smile del porto” – così era conosciuto in città – ad abbandonare la società, era oggetto di varie leggende più o meno credibili, ma nessuna fedele alla verità.
Vent’anni prima, Smile, era il Prof. Marco Tondi, insegnante di filosofia presso un liceo classico. Aveva una moglie e una figlia, per la quale era stato scelto il nome di Libera, come augurio per la sua vita futura. Alla sua nascita, il padre le fece dono di un symbolon, un medaglione in argento diviso in due parti combacianti: una, con incisa una luna, sarebbe rimasta a Libera, l’altra, con inciso un sole, a Marco. Come per gli antichi greci, questo sarebbe stato un oggetto di riconoscimento e di appartenenza fra i due.
Quando Libera aveva solo due anni, Marco ebbe un terribile incidente d’auto, le cui conseguenze furono un mese di coma e il viso deturpato.
La riabilitazione, al risveglio dal coma, fu lunga e difficile ma, pur avendo fatto riacquistare al paziente la totale integrità fisica, qualcosa di molto destabilizzante si era insinuato nella sua mente…o, forse, nella sua anima. Non mostrava più alcun interesse per la reciprocità di pensiero: studiava continuamente ed elaborava teorie alle quali, però, nessuno poteva avere accesso. Era un continuo confronto con sé stesso, dal quale chiunque era escluso…tranne Libera, la quale era troppo piccola per poter avere uno scambio verbale con il padre, se non sul piano puramente ludico. Nonostante ciò, Marco teneva spesso la figlia sulle ginocchia parlandole di complesse teorie filosofiche, mentre la poverina tentava inutilmente di raggiungere i suoi giochi o, alla fine, si addormentava. La moglie, disperata per le condizioni mentali di Marco, dopo una serie d’inutili tentativi perché accettasse le cure di uno specialista, si arrese e, soprattutto per il bene della piccola Libera, decise di allontanarsi.
Madre e figlia si avviarono, in un’assolata mattinata estiva, verso il molo 5, s’ imbarcarono sul traghetto e Marco non le vide mai più.
Così Marco divenne “Smile del porto”, il suo mondo era nella sua mente, non cercava e non voleva altro che restare invisibile a tutti tranne che ai suoi pensieri.
L’ultimo traghetto della sera aveva appena aperto le sue fauci e macchine e persone iniziavano a riversarsi sul molo. Alcune ragazze, appena sbarcate, con il loro carico di spensieratezza ed allegria, si stavano avviando, trascinando le loro valigie, verso l’uscita del molo. Smile continuava a guardare l’orizzonte, assorto nei suoi pensieri con quell’innaturale smorfia sul viso. Una delle ragazze, passando accanto alla panchina, vide la scena e, istintivamente, si girò anch’essa verso il mare per vedere cosa divertisse tanto l’uomo. Uno sguardo più attento verso il clochard e si rese conto dello sfregio sul suo volto. Imbarazzata, lo guardò con tenerezza, quasi a volersi scusare e, per un attimo, incrociò lo sguardo di Smile.
L’uomo riprese immediatamente a osservare il mare, come se quello sguardo avesse potuto profanare il Tempio dei suoi pensieri…ma, per la prima volta dopo tanti anni, sentì un lieve agitarsi dell’anima, qualcosa simile a un sentimento… se mai ricordasse cosa fosse un sentimento! Tentò di scacciare quell’intruso, quel “sentire” che non gli apparteneva più e che non voleva riconoscere, ma c’era qualcosa, in quello sguardo, che aveva aperto un varco nel suo isolamento, un varco che, nei giorni seguenti, divenne sempre più ampio, occupando la sua mente molto più di quanto lui avrebbe voluto.
Le giornate di Smile scorrevano apparentemente uguali…apparentemente.
Erano passate due settimane dall’arrivo al porto delle ragazze e la vacanza era terminata; un pulmino si fermò all’inizio del molo 5 e l’autista fece scendere il suo allegro carico. Le ragazze si avviarono verso il traghetto a passo veloce, solo una di loro esitò, vedendo l’uomo dal volto sfigurato seduto sulla solita panchina, immobile, come se fosse rimasto in quella posizione dal loro arrivo. Smile sentì il vociare alle sue spalle e fu percorso da un brivido: comprese che quella ragazza - che tanto l’aveva turbato – si trovava ad un passo da lui: se solo avesse potuto capire cosa l’avesse distolto dal suo volontario torpore, per quale arcana alchimia quello sguardo era riuscito laddove anni di tentativi da parte di chiunque fosse entrato in contatto con lui, avevano fallito? Il desiderio di incrociare di nuovo quello sguardo fu più forte della voglia di rinchiudersi nuovamente entro le mura che si era costruito e, senza neanche rendersene conto, si era già girato verso di lei. In quel preciso istante, una folata di vento sollevò la sciarpa di lino della ragazza e un raggio di sole colpì il ciondolo metallico che aveva al collo. Per un attimo Smile abbassò lo sguardo per il troppo chiarore ma, appena lo risollevò, si rese conto, all’istante, che la torre d’avorio nella quale aveva rinchiuso la sua anima e i suoi pensieri, si stava sbriciolando inesorabilmente…ed ebbe paura.
Sul mezzo medaglione d’argento spiccava una luna e Smile strinse forte nella mano il sole che portava al collo. Il turbamento dell’uomo era talmente evidente che la ragazza si chinò su di lui per verificare che stesse bene. Con la mano tremante allontanò la figlia da sé, lasciando intendere di stare bene; come sempre, da vent’anni, bastava a sé stesso, non aveva bisogno di nessuno e nessuno – neanche lei – poteva violare il suo isolamento…ma la paura aumentava.
Con poca convinzione, la giovane donna si allontanò, mentre le amiche la chiamavano a gran voce, perché la partenza del traghetto era imminente.
Non c’è combattimento più duro di quello contro sé stessi: si conosce fin troppo bene l’avversario e lui conosce te alla perfezione. Non si può barare, in fondo, anche se non lo si vuole ammettere, si sa quali sono i punti deboli dell’altro e come finirà il combattimento, ma, appunto, non lo si vuole ammettere e ci si illude che tutto torni come prima della battaglia.
Smile aveva avuto vent’anni di tempo per crearsi il “suo” mondo ed ora, se avesse voluto, avrebbe avuto solo pochi minuti per decidere di smantellare tutta la costruzione.
Si era illuso di essere divenuto immune da ogni sentimento, e questo voleva dire immune dal dolore…anche dalla gioia, certo, ma essa era compresa nel prezzo dei sentimenti, ed era un prezzo troppo alto!
Ormai il suo sguardo non era più rivolto verso il mare, guardava la ragazza avviarsi lentamente verso l’entrata del traghetto: sembrava che faticasse ad abbandonare quel luogo.
Si girò verso Smile, questa volta il suo strano sorriso sembrava dettato veramente da un moto dell’anima e, mentre la giovane esitava prima di sparire definitivamente alla sua vista, da quella bocca che il destino aveva così deturpato, uscì un grido: Libera!!
Smile del porto non esisteva più.

25/05/2026
Ho il piacere di invitarvi ad un pop-up show di una giornata per riscoprire la vera sartorialità, il piacere della scelt...
07/05/2026

Ho il piacere di invitarvi ad un pop-up show di una giornata per riscoprire la vera sartorialità, il piacere della scelta senza fretta e la bellezza degli oggetti che raccontano una storia. Vi aspetto con piacere!🌹
L’ingresso è gratuito ma è comunque gradita la prenotazione : whatsapp +4179 9472738
oppure [email protected]
Parcheggio esterno allo Spazio Polus

Le cattedrali gotiche non sono soltanto capolavori di architettura: sono libri di pietra, scritti in un linguaggio antic...
30/04/2026

Le cattedrali gotiche non sono soltanto capolavori di architettura: sono libri di pietra, scritti in un linguaggio antico, stratificato, spesso nascosto allo sguardo distratto.

Questo corso ti invita a varcare quella soglia invisibile, per scoprire un universo simbolico che va ben oltre il significato evidente. Dietro ogni forma, ogni proporzione, ogni decorazione si cela un pensiero profondo, che affonda le radici in epoche lontane, fino a giungere a tradizioni pre-cristiane.

Dal misterioso disegno del labirinto – percorso iniziatico e metafora del cammino interiore – alla luce filtrata dei rosoni, che trasformano il vetro in visione spirituale, fino al dialogo costante con il mondo naturale: foglie, animali, cicli cosmici che parlano un linguaggio universale, senza tempo.

Lasciati guidare dentro il cuore simbolico delle cattedrali gotiche.
Scoprirai che ciò che credevi decorazione… è in realtà rivelazione.

Vi ricordo l'appuntamento di domani sera sul misterioso manoscritto Voynich!Potete registrarvi direttamente dal sito! LI...
22/04/2026

Vi ricordo l'appuntamento di domani sera sul misterioso manoscritto Voynich!
Potete registrarvi direttamente dal sito!
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22/04/2026

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